STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Chiedere atti agli uffici comunali o presentare interrogazioni consiliari? A Milazzo chi lo fa ha l’impressione di perdere tempo visto che le risposte spesso non arrivano (o tardano d arrivare magari dopo diffide) impedendo ai consiglieri di svolgere il proprio ruolo di “controllori”. Specialmente se si tratta di avere informazioni sulla gara con cui bisogna affidare la gestione della nuova “Caffetteria del castello”.
Il consigliere comunale Damiano Maisano, esponente di ControCorrente, è tornato a diffidare il sindaco Pippo Midili e gli uffici comunali per le mancate risposte a interrogazioni e richieste di accesso agli atti. Non una, ma due diffide formali ai sensi dell’art. 328 del codice penale, che fotografano un’amministrazione che non rispetta i suoi doveri più elementari.
La prima diffida, datata 13 novembre, riguarda la richiesta di accesso agli atti sull’affidamento in convenzione degli spazi della Terrazza del Bastione Santa Maria per la realizzazione della “Caffetteria del Castello”, legata alla determinazione dirigenziale n. 2798 del 23 settembre 2025. L’istanza, presentata il 30 settembre e protocollata il 1° ottobre, è rimasta lettera morta. E’ stato chiesto al sindaco di fornire il Disciplinare di gara d’appalto della concessione/convenzione; la Relazione Tecnica della concessione/convenzione; il Contratto di gara d’appalto della concessione/convenzione e il Capitolato speciale d’appalto della concessione/convenzione.

Maisano denuncia “la gravità della condotta degli organi dell’ente e della condotta del Sindaco”, colpevoli di non aver rilasciato nei termini la documentazione richiesta, limitando così “le prerogative del Consigliere Comunale”.
L’amministrazione Midili ignora anche le interrogazioni consiliari. L’8 ottobre Maisano ha presentato un’interrogazione con risposta scritta per conoscere spese e incassi dell’evento “Mylae Gusti”, svoltosi a fine settembre. Anche in questo caso, nonostante il protocollo immediato, nessuna risposta. Nella diffida di oggi, 17 novembre, il consigliere parla apertamente di condotta “gravemente omissiva”, sottolineando come il mancato riscontro violi nuovamente i suoi diritti istituzionali. Tra l’altro nell’ultimo consiglio comunale l’aula ha dovuto approvare – sostiene il consigliere – una variante di bilancio per coprire dei debiti fuori bilancio relativi alla copertura della manifestazione. «Ventimila euro di economie sottratti ai Servizi Sociali e alla Pubblica Istruzione», precisa Maisano che ha avuto manforte nell’ultima seduta consiliare dal collega Lorenzo Italiano il quale ha già fatto accesso agli atti.
In entrambe le diffide, Maisano preannuncia l’invio degli atti al Prefetto di Messina, all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali e ad altre autorità competenti. Un passaggio che evidenzia la tensione ormai palese tra il Consiglio comunale e un’amministrazione che, davanti alle richieste di trasparenza, sembra preferire il silenzio più assoluto. «Se un consigliere comunale deve arrivare a diffidare il sindaco per ottenere documenti che la legge impone di consegnare, significa che qualcosa nelle dinamiche amministrative si è rotto da tempo. Milazzo appare intrappolata in una gestione «MidiliCentrica” in cui atti, risposte e chiarimenti non arrivano quasi mai», commenta Maisano.


Maisano,io ancora aspetto la sua risposta, sulle assunzioni fatte nella societa che gestiva la spazzatura quando lei era assessore alla nettenza urbana, che hanno gravato sulla tari pagata da noi cittadini.
Denuncia penale alla procura. Subito. Come ho fatto io. No bla bla..Per comportamento omissivi si sono indagati pure sindaci. Altro che ricandidarsi.