Milazzo, Aeroporto del Mediterraneo “dimenticato”. Ministero sceglie Agrigento: «Il nostro territorio penalizzato»

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STAI LEGGENDO MILAZZO 24. La proposta di realizzare un Aeroporto del Mediterraneo tra milazzo e Barcellona torna al centro del dibattito sulle infrastrutture aeroportuali siciliane, anche alla luce dell’apertura del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini sulla possibilità di realizzare un nuovo scalo ad Agrigento per fare fronte alle esigenze dell’Isola.

È proprio questo confronto ad alimentare la contestazione dei promotori del progetto messinese, che evidenziano quella che considerano una penalizzazione della provincia di Messina e dell’area dello Stretto rispetto ad altre zone della Sicilia. La questione si inserisce nel percorso del nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti 2026-2035, presentato dal MIT nel maggio scorso e attualmente inserito nella procedura di Valutazione Ambientale Strategica.

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Il punto di partenza della posizione espressa dai promotori è la situazione di Messina, indicata come l’unica Città Metropolitana italiana completamente priva di una propria infrastruttura aeroportuale. Da qui la richiesta di riconsiderare le priorità infrastrutturali dell’Isola e, in particolare, il ruolo che potrebbe avere il progetto dell’Aeroporto del Mediterraneo nell’area della Valle del Mela.

Nel documento viene proposto un confronto tra la situazione del Nord Italia e quella siciliana. Secondo i promotori, partendo dal centro della Lombardia è possibile raggiungere nell’arco di circa tre ore e mezza 14 aeroporti di interesse nazionale, distribuiti in sei regioni. In Sicilia, invece, nello stesso arco temporale sarebbero raggiungibili, partendo dai diversi capoluoghi, circa sei aeroporti, distribuiti tra due regioni separate dallo Stretto.

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Una situazione che, secondo i sostenitori del progetto, evidenzierebbe le difficoltà di collegamento dell’Isola e, in particolare, di alcune aree. Nel documento viene citato anche il caso di Agrigento, per la quale il collegamento con Messina richiederebbe mediamente quasi quattro ore in automobile e quasi cinque ore in treno.

Da queste considerazioni nasce la provocazione contenuta nel documento: «Ci sono otto aeroporti di troppo al Nord e al Centro o che ne mancano otto al Sud».

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I promotori sottolineano inoltre la natura privata dell’iniziativa, sostenendo che la realizzazione dell’aeroporto potrebbe avvenire attraverso fondi interamente privati, senza costi a carico dello Stato e dei contribuenti.

Il progetto dell’Aeroporto Intercontinentale del Mediterraneo, che dovrebbe sorgere nell’area compresa tra Milazzo, Merì e Barcellona Pozzo di Gotto, era già stato presentato pubblicamente come un’iniziativa in project financing. Nel febbraio scorso la società proponente aveva comunicato il deposito della documentazione tecnica e amministrativa necessaria all’avvio dell’iter istruttorio.

Nel documento viene contestato il fatto che l’iniziativa non sia stata inserita nel nuovo Piano Nazionale degli Aeroporti. Il PNA 2026-2035, predisposto da ENAC in collaborazione con il MIT, è stato pubblicato nel luglio scorso ed è attualmente oggetto della procedura di VAS.

I promotori affermano inoltre di avere depositato a metà febbraio tutta la documentazione tecnica ritenuta necessaria e di non avere ricevuto, fino a oggi, osservazioni ostative da parte degli enti competenti. Nel documento viene ricordato anche l’interesse manifestato già a maggio per l’acquisizione volontaria delle aree interessate.

La richiesta rivolta alle istituzioni è quella di aprire un confronto sul futuro dell’infrastruttura. I promotori chiedono la convocazione di un tavolo che coinvolga Governo nazionale, Regione Siciliana, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ENAC e amministrazioni locali.

Nel documento viene inoltre ricordato che il progetto sarebbe stato inserito in due piani di sviluppo della Città Metropolitana di Messina e che già nel 2019 era stata presentata una proposta di legge, indicata nel testo come di rilevanza nazionale, firmata dagli allora deputati Matilde Siracusano e Nino Germanà.

La posizione espressa dai promotori è dunque quella di chiedere che la questione dell’aeroporto messinese venga affrontata nel quadro della programmazione nazionale e regionale, soprattutto alla luce delle nuove esigenze di mobilità e dello sviluppo previsto per il sistema aeroportuale italiano.

«Messina, la sua provincia e l’intero asse viario e aeroportuale dell’Isola meritano rispetto, risposte e azioni concrete», è la conclusione del documento.

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litterio
litterio
7 giorni fa

Sogna Caterina Sogna!! l’aeroportu o paisi!

Salvo
Salvo
7 giorni fa

Si deve fare

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