Nei giorni scorsi questa testata ha ricevuto, tramite PEC, una diffida da parte dell’associazione “Il Giglio”, che gestisce il progetto Gigliopoli a Capo Milazzo, in relazione all’articolo dal titolo “La favola di Gigliopoli? Rischia di ‘affondare’ la Fondazione Lucifero. E per salvare l’ente la ‘magia’ non basta”. A dire il vero ci aspettavamo una eventuale reazione della Fondazione Lucifero, visto che si parlava dei suoi bilanci non de Il Giglio. Ma a ritenere di intervenire è stato il sodalizio. Nella diffida, sottoscritta dal legale rappresentante Vincenzo Scaffidi, l’associazione contesta punto per punto il contenuto dell’articolo (che in realtà è un editoriale, non un articolo di cronaca), chiedendone la rimozione e la rettifica.
Milazzo24.it ha ritenuto doveroso, prima di ogni valutazione, interpellare nuovamente i vertici della Fondazione Lucifero – fonte primaria delle informazioni pubblicate nell’articolo originario – per verificare la fondatezza dei rilievi mossi dall’associazione. Di seguito, punto per punto, le posizioni a confronto.
1. Sospensione o interruzione?
Il Giglio contesta l’uso del termine “interrotto”, sostenendo che la Deliberazione Commissariale n. 29 del 12 agosto 2026 abbia disposto non l’interruzione del progetto, ma la sospensione degli impegni economici della Fondazione, lasciando aperta la possibilità che l’associazione prosegua le attività con risorse proprie. Il Giglio – secondo quanto riportato – ha 10 dipendenti e 21 volontari «i quali si dedicano, proprio nell’ambito dell’espletamento delle finalità dell’Ente, all’offerta di molteplici attività educative».
La Fondazione conferma che si tratta, tecnicamente, di una sospensione degli impegni economici fino al 31 dicembre 2026, disposta con la delibera citata, resa necessaria dal fatto che l’ente risulterebbe privo della relativa copertura di bilancio ai sensi dell’art. 183 del TUEL (Testo Unico Enti Locali). La sostanza, precisa la Fondazione, resta però quella riportata nell’articolo: da settembre l’ente non eroga più il contributo, e l’associazione – come essa stessa ammette nella diffida – è libera di proseguire attingendo a risorse proprie.
2. I numeri: 140mila, 200mila euro o altro?
L’associazione contesta le cifre riportate nell’articolo (140mila euro annui più 50 mila di rimborso spese, per un totale di circa 200mila euro), fornendo dati differenti: 98mila euro per il 2025 (solo perché la convenzione è stata firmata a maggio e non comprende il periodo gennaio – aprile, ndr), 137.200 euro annui dal 2026 al 2030 (come da art. 3.2 della convenzione del 10 giugno 2025), più un rimborso spese di circa 19.400 euro per il solo 2025 (cifra variabile, ndr).
La Fondazione conferma questi importi contrattuali, precisando che il totale dell’impegno economico assunto nei confronti de Il Giglio ammonta a circa 784mila euro nell’arco dei sei anni di convenzione, e che il dato sostanziale contenuto nell’articolo – ovvero un impegno annuo superiore a 156.600 euro assunto senza corrispondente copertura di bilancio – risulterebbe confermato dagli stessi dati riportati nella diffida.
3. La colonia estiva e i bambini non paganti
Il Giglio contesta il riferimento a “una decina” di bambini non paganti su 200 partecipanti, fornendo il dato di 64 non paganti su 204 ammessi (pari al 31,37%) nei tre turni del 2026 (non si precisa se lo stesso bambino ha partecipato a più turni, ndr).
Sul punto, la Fondazione conferma che il numero preciso dei non paganti è quello indicato da Il Giglio, ma aggiunge un elemento che, a suo dire, non emergerebbe dalla diffida: l’associazione percepirebbe dalla Fondazione una quota giornaliera di 30 euro a bambino – per un totale stimato di circa 60mila euro per la colonia 2026 – indipendentemente dal fatto che il bambino sia ammesso a titolo gratuito o a pagamento. Le gratuità, spiega la Fondazione, sono decise e finanziate dall’IPAB stessa, che sostiene quindi anche il costo dei bambini non paganti, il cui importo verrebbe comunque corrisposto integralmente a Il Giglio.
4. Le feste a contributo volontario
L’associazione, nella diffida, sostiene che la convenzione autorizzi espressamente Il Giglio a organizzare eventi di autofinanziamento, incluse manifestazioni come la “Notte Arcobaleno”, con contributi volontari a carico dei partecipanti.
La Fondazione non contesta l’esistenza di questa clausola convenzionale, ma segnala – a proprio dire – una diversa criticità: gli importi richiesti agli ingressi degli eventi (indicativamente tra 5 e 27 euro a seconda della manifestazione) verrebbero, secondo quanto riferito dall’ente, applicati come una tariffa fissa piuttosto che come un contributo realmente volontario. La Fondazione riferisce inoltre che sarebbero in corso verifiche sul rispetto degli obblighi di rendicontazione previsti dalla convenzione, e che risulterebbe pendente un giudizio presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto relativo a un presunto inadempimento dell’associazione in materia di rendicontazione.
5. La rendicontazione contabile
Sul passaggio dell’articolo relativo alla contabilità, contestato da Il Giglio come gratuitamente offensivo, la Fondazione precisa che il riferimento riguarderebbe la rendicontazione 2025 presentata dall’associazione, che secondo l’ente si limiterebbe a un elenco di fatture senza i documenti allegati, senza indicazione delle entrate da contributi volontari, turismo scolastico ed eventi, e senza menzione dei proventi derivanti dai frutti dei terreni concessi in comodato gratuito dall’ipab.
La posizione della Fondazione sull’articolo
Interpellata sul contenuto complessivo dell’articolo, la Fondazione Lucifero ha comunicato a questa testata di ritenerlo veritiero e di interesse pubblico, riguardando la gestione del patrimonio di un ente pubblico quale l’IPAB, segnalando unicamente alcune imprecisioni numeriche di dettaglio, di cui questa redazione dà atto con la presente ricostruzione, che non muterebbero, a giudizio dell’ente, la sostanza dei fatti riportati.
Nota della redazione
Milazzo24.it, nel dare conto della diffida ricevuta e delle relative contestazioni, ha ritenuto necessario, a garanzia dei lettori e nel rispetto del diritto di cronaca, riportare le precisazioni fornite dalla Fondazione Lucifero, fonte delle informazioni utilizzate nell’articolo originario. Questa testata resta disponibile, come sempre, a raccogliere e pubblicare eventuali ulteriori documenti o chiarimenti che le parti coinvolte ritenessero utile fornire, nell’interesse di una corretta e completa informazione dei cittadini su una vicenda che riguarda la gestione di beni e risorse pubbliche.
Questo il testo completo della diffida inviata a Milazzo24.it: CLICCA QUI


Vorrei solo capire se tutta questa guerra intentata dalla “Giglio” è per l’amore che hanno per i bambini o perché non vogliono mollare l’osso, anche se ormai carne da spolpare ce ne veramente poca.
Ma l’associazione il Giglio oltre al progetto con la Fondazione ha o ha avuto altri incarichi e di conseguenza altri introiti, o quello con la Lucifero e l’unico?
In pratica questi che film hanno fatto?
Tutta questa sbandierata professionalità dove l’hanno acquisita?
Qualcino mi sa rispondere?
Provi, quando le riesce più comodo, a trascorrere una mattinata a Gigliopoli. Troverà una risposta ai suoi dubbi domandando direttamente alla fonte. Inoltre avrà modo di appurare lo straordinario lavoro che il giglio fa giornalmente e l’eccellenza che rappresenta nel nostro territorio
Ho letto la pec invita dal Giglio e fra le righe dice che ci sono 10 lavoratori contrattualizzati, non si capisce però che tipo di contratto hanno, per quante ore e con che retribuzione.
Vorrei saperne di più.
Chissà se l’ufficio del lavoro o l’ispettorato ne sanno di più?
La favola della volpe e l’uva….dietro queste affermazioni ci sono i soliti noti falliti di Milazzo e bocciati dalla città…sfogatevi pure.
«Articolo veritiero», ma poi sull’interruzione del progetto l’articolo era inesatto e le cose stanno come precisate dal Giglio, stessa cosa sul contributo da versare all’associazione, idem sul numero di bambini non paganti…forse ammettere di aver sbagliato sarebbe stato più opportuno ed elegante
Perché prima di pubblicare i dati contenuti nella diffida avete chiesto chiarimenti alla fondazione, mentre prima di diffondere le informazioni (a quanto pare errate) contenute nell’articolo precedente non avete prima chiesto chiarimenti a gigliopoli? Due pesi e due misure?
Non mi pare che poi ci siano tutte queste differenze e poi come mai non hanno mai presentato una rendicontazione degli eventi a pagamento.
Le differenze sono enormi ed è palese e comunque il mio intervento riguardava un altro aspetto della vicenda. Per rispondere alla sua domanda le chiedo se lei sappia con certezza se la convenzione che viene citata obblighi l’associazione a presentare una rendicontazione alla fondazione oppure no
Quanta arroganza nella diffida.. Il punto che tralasciate è che sembra non abbiate una rendicontazione puntuale.
Continuate a fare discussioni sui numeri. L’articolo di Cusumano parlava di un “sistema malato” in cui una Fondazione firma una convenzione assumendosi oneri ben superiori a quanto incassa, concedendo – di fatto – i suoi beni al Giglio, diventando quasi ospite a casa sua.
Il problema è che l’articolo in cui si parla del “sistema malato” sembrerebbe essere stato smentito quasi del tutto. E poi la fondazione esiste per garantire servizi che non può erogare da sola, e di cui il giglio si occupa per aver vinto la relativa gara d’appalto. Non stanno lì per grazia ricevuta
Servizi che deve erogare senza fare buchi, però,,,,infatti secondo me Giglio ha ragione in questa disputa. E’ la convenzione a monte che sembra essere scritta per tutelare e far guadagnare Giglio e non per garantire i conti dell’Ipab che a quanto pare può garantire solo la colonia.
Nell’articolo si sottolineava che tutto quello che viene fatto passare per volontariato, passione, magia…in realtà è profumatamente pagato o dalla fondazione o da chi usufruisce dei servizi tra contributi volontari e rette da 300 euro per l’asilo. Alla faccia del volontariato
Dalla diffida però si evince e nel 2026 la fondazione non abbia versato un euro per il progetto gigliopoli, altro che “profumatamente pagato”. E su questa circostanza non marginale non mi risulta che non sia stato scritto nulla nell’articolo
Per le somme del 2026 non so cosa preveda l’accordo ma probabilmente devono rendicontare. Che non significa inviare l’elenco delle fatture. Qui non viene messa in discussione l’attività ma come viene gestito il tutto. E’ un’attività legittima del Terzo Settore con dipendenti e bilanci. Nessun magia