STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Milazzo guarda alle prossime elezioni amministrative con una certezza in più sul piano istituzionale: il consiglio comunale resterà pienamente operativo fino alla pubblicazione del decreto di indizione dei comizi elettorali.
Un chiarimento tutt’altro che formale, che arriva direttamente dall’Assessorato regionale delle Autonomie Locali e che incide sull’attività amministrativa di tutti i Comuni siciliani che avevano scelto i propri vertici politici nell’ottobre 2020, con lo slittamento causato dal Covid.
Proprio il voto del 4 e 5 ottobre di cinque anni fa aveva fatto emergere un dubbio interpretativo in merito alla durata del mandato di sindaco e consiglio comunale. In base al comma 2 dell’articolo 1 della legge regionale 26 agosto 1992 n. 7, infatti, la carica ha una durata fissata in cinque anni. Una lettura rigida della norma avrebbe fatto scattare già dall’ottobre 2025 la limitazione dell’attività consiliare ai soli atti urgenti e improrogabili, con un conseguente ridimensionamento dei poteri dell’organo politico-amministrativo.
A sciogliere il nodo è stato dapprima il segretario generale del Comune di Enna, Lucio Catania, che ha richiamato la prevalenza dell’articolo 31, comma 3, della legge regionale 11 dicembre 1991 n. 48, secondo cui i consigli comunali durano in carica sino all’elezione dei nuovi, potendo adottare esclusivamente atti urgenti e indifferibili solo dopo la pubblicazione del decreto di indizione delle elezioni.

Su questo punto è intervenuto in modo decisivo l’Assessorato regionale delle Autonomie Locali che, con parere del 16 febbraio 2026, ha confermato integralmente l’impostazione giuridica indicata dal segretario generale ennese. Un pronunciamento che assume valore di indirizzo generale per tutti i Comuni interessati dal prossimo turno elettorale.
Il principio affermato è netto: fino alla pubblicazione del decreto che indice i comizi elettorali, il consiglio comunale continua a esercitare nella pienezza dei propri poteri le funzioni di indirizzo politico-amministrativo.
Solo da quel momento scatterà la limitazione all’adozione dei cosiddetti atti urgenti e improrogabili, la cui sussistenza dovrà essere valutata caso per caso, anche alla luce di eventuali rischi di danno patrimoniale grave e certo per l’ente.
Per Milazzo e per gli altri Comuni coinvolti si tratta di un passaggio fondamentale, che garantisce continuità amministrativa e piena legittimità dell’azione consiliare fino all’apertura formale della fase elettorale, evitando interpretazioni restrittive che avrebbero potuto incidere sull’efficacia dell’attività istituzionale.

