Il consigliere comunale di Milazzo Damiano Maisano ha inviato una segnalazione ufficiale al Prefetto di Messina, alla Regione Siciliana e agli organi comunali per denunciare presunte irregolarità nell’andamento dei lavori del Consiglio comunale. «Il Presidente del Consiglio – sostiene – non esercita la funzione con l’equilibrio e l’imparzialità richiesta dalle norme e dai regolamenti, mortificando, di fatto, le prerogative dei consiglieri comunali».
Maisano racconta che il 22 settembre scorso, dopo una sospensione della seduta in cui gli era stato promesso di poter concludere il suo intervento, gli è stata negata la parola dal presidente Alessandro Oliva. Il motivo, secondo il Presidente, era la decisione presa in una riunione dei capigruppo di vietare altri interventi preliminari. «Ma io stesso sono capogruppo del gruppo misto e non sono stato invitato ad alcuna riunione – sottolinea – così come un altro collega di opposizione».

Il consigliere evidenzia che di queste riunioni “informali” non esistono verbali e che la sospensione delle sedute per incontri con i soli capigruppo di maggioranza è diventata sistematica, con rinvii delle sedute e delle mozioni per settimane. «Le mozioni restano all’ordine del giorno per mesi – scrive – rinviate per mancanza del numero legale o per decisione del Presidente in esito a fantomatiche riunioni di alcuni capigruppo».
Maisano chiede dunque agli organi competenti di valutare un intervento, «anche attraverso accessi ispettivi», per garantire «il corretto funzionamento degli organi democraticamente eletti del Consiglio Comunale di Milazzo».
LO SAPEVI CHE….Maisano ha tentato di leggere il documento in aula come intervento preliminare ma è stato immediatamente interrotto dal presidente Oliva il quale ha sostenuto che il tipo di intervento non era contemplato dal nuovo regolamento comunale, consentendogli solo di allegare la nota agli atti della seduta. Lapidario il commento del consigliere Lorenzo Italiano: «Cari colleghi, quando vi ho detto che il regolamento di consiglio che avete approvato non faceva altro che mortificare la figura del consigliere comunale non ci credevate, e ora vedete che si pongono i problemi».

