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domenica, 16 Giugno 2024

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Milazzo, la commovente storia della tomba del militare Otto Jank ricostruita grazie…ad un bigliettino

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La visita a Milazzo del rappresentante della Croce Nera d’Austria comm. Diego D’Agostino, accompagnato dalla delegazione di Alpini di Messina, ha portato alla luce una storia da libro “Cuore”. A raccontarla la milazzese Carmela Formica, discendente della crocerossina austriaca Maria Wegscheider.

 “Mia nonna Maria ci portava al cimitero di Milazzo per fare visita ai familiari e prima di uscire si fermava sempre a lasciare dei fiori sulla tomba del Leutnant Kaiserschützen Otto Jank, per noi Otto da sempre è come un familiare. Dopo la morte della nonna Maria ha continuato mia madre ed adesso io e i miei figli, lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con il cuore. Otto Jank era un militare austriaco, fatto prigioniero a Milazzo e deceduto l’11 giugno 1919 a soli 24 anni nell’ospedale di Vaccarella.Una sepoltura anonima ma che qualcuno ha sempre omaggiato lasciando dei fiori. E che ora ha una storia grazie all’attività della Croce Nera d’Austria, ente morale fondato nel 1919, che collabora con il Ministero della Difesa austriaco con lo scopo di preservare, curare e dare degna sepoltura a tutti i caduti nei conflitti mondiali in Austria e all’estero.

La tomba di Otto Jank è stata ritrovata durante una delle attività di ricerca fatta dagli Alpini, in collaborazione con i responsabili in Sicilia della Croce Nera d’Austria. Il milazzese Salvatore Maio, geologo di professione e grande cuore Alpino, sottolinea: “Sapevo da poco dell’esistenza di un militare austriaco sepolto a Milazzo, ho pensato di andare a trovarlo nel mese di ottobre 2018, nella parte ove si trovano le sepolture più antiche.  La presenza dei fiori ha attirato la mia attenzione e sulla lapide ho letto ‘Leutnant Otto Jank 1895 – 1919 Die Kameraden’. Sul foglio matricolare si legge sottotenente delle Truppe da Montagna, nato a Vienna nel 1895, catturato al fronte durante la prima guerra mondiale, detenuto nel campo di prigionia allestito all’interno del castello di Milazzo e deceduto per malattia (forse la Spagnola). Ho capito che c’era qualcuno che accudiva la tomba, poi confermato pure dal custode, allora ho pensato di lasciare sulla tomba due bigliettini, con il mio numero di telefono, dopo circa dieci giorni ho ricevuto la telefonata dalla signora Carmela Formica, la quale mi ha raccontato con commozione la storia di sua nonna, la crocerossina Maria Wegscheider nata a Obermillstall (Austria) il 29 luglio 1900, la quale viene a sapere del militare austriaco sepolto lontano da casa, lo va a trovare e decide di adottarlo come un familiare. Il suo esempio trova continuità nel sentimento di “pietas umana” della figlia Rosa e, dopo la morte di quest’ultima, avvenuta nel 2012, nella nipote Carmela Formica.Nei giorni scorsi la signora Formica ha ricevuto una onorificenza nel corso di una cerimonia tenutasi al Comune di Milazzo, alla presenza del sindaco Midili e degli assessori Nicosia e Coppolino. 

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Presenti oltre a D’Agostino, la delegazione di Alpini di Messina, composta da: Salvatore Maio, Luciano Battaglia, Giuseppe Minissale Capo Gruppo di Messina e responsabile assieme a Domenico Interdonato della Croce Nera d’Austria in Sicilia e l’avvocato Maria Rosaria Cusumano.

“Ringrazio la Croce Nera d’Austria per l’onorificenza che dedico a mia nonna Maria, sono onorata, felice e commossa” – ha detto Carmela Formica – che ha poi accompagnato il gruppo al cimitero dove la cerimonia si è conclusa con la deposizione di un cuscino di fiori con i colori austriaci sulla tomba del militare.

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