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martedì, 9 Giugno 2026

Milazzo, la prossima settimana arriva la nuova giunta Midili. Ecco tutti i papabili. Maimone verso la presidenza del consiglio

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STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Pippo Midili entro la prima settimana varerà la nuova giunta per avviare il secondo mandato dopo la rielezione. «L’obiettivo dell’amministrazione – si legge in un comunicato stampa – è procedere alle nomine entro la prima settimana di giugno, così da consentire il pieno avvio della macchina amministrativa in tutti i settori evitando rallentamenti nella fase post-elettorale.
Le prossime giornate saranno quindi dedicate anche alla definizione degli assetti amministrativi e delle deleghe assessoriali, nel segno della continuità, dell’efficienza e della piena operatività dell’Ente».

Gli incontri informali si susseguono perché gli equilibri che si sono creati nel nuovo consiglio comunale necessitano di approfondimenti. L’elezione di nuovi elementi e la mancata riconferma di big come il presidente uscente Alessandro Oliva o Peppe Stagno (Forza Italia), referenti del deputato Tommaso Calderone, o di Nino Italiano (designato in prima battuta assessore) e Antonio Amato (entrambi Cambiamente), hanno portato ad un cambio di strategia. Anche l’assenza in aula di Fare Milazzo o la sorpresa di “Prima Milazzo” che gli addetti ai lavori davano per “spacciata” ma che ha piazzato con un colpo di coda ben due rappresentanti in aula, porterà ad una rivisitazione generale anche degli assessorati.

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Al momento della candidatura Midili aveva designato quattro assessori: Antonio Nicosia, Giulia Buono, Nino Italiano e Santi Romagnolo. In base alle suddivisioni stabilite spettano un assessore ogni due consiglieri in aula.

Tenendo presente che il sindaco vale 3 e la presidenza del consiglio quanto un assessorato, a rendere complicata tutta la vicenda è la nuova legge la quale prevede la presenza di ben 3 donne su 7 assessori complessivi (una in più rispetto alla precedente legislatura) e che solo due componenti possono ricoprire il doppio ruolo di consigliere/assessore. Gli altri si dovrebbero dimettere.

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Santi Romagnolo, braccio destro di Midili e vice sindaco uscente, è l’unico punto fermo. Nicosia, è di fatto fuori dai giochi visto che Fare Milazzo, movimento a cui fa riferimento, è rimasto fuori dall’aula consiliare. Nino Italiano, forte di un buon riscontro personale (oltre 300 preferenze), non è stato rieletto in consiglio ma in questa fase il gruppo di Cambiamente non avrebbe intenzione di sostituirlo. A questo punto rimangono cinque posti liberi di cui tre devono essere donne. Giulia Buono non si è mai capito bene chi rappresenterebbe in giunta. Si sa che è stimata dai fratelli Pino (Carmelo, presidente di Milazzo Servizi, e Franco) e nulla più.

La presidenza spetterebbe a Forza Italia, partito che ha raccolto il maggior numero di voti di lista dopo Città Futura, civica del sindaco. I primi due eletti Santino Saraò e Massimo Bagli, però, punterebbero ad un posto in giunta. E si sarebbero accordati (senza lasciare l’aula) per un ticket: i primi due anni Saraò e poi il testimone passerebbe a Bagli. La seconda posizione sarebbe ad appannaggio dell’altra “coppia” di consiglieri: l’ex assessore Angelo Maimone e Giulia Capone, figlia del segretario cittadino azzurro Maurizio. A questo punto il nome dovrebbe essere una donna ma si potrebbe optare per la guida del consiglio comunale a Maimone.

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L’onorevole Pino Galluzzo (Fratelli d’Italia) ha convocato i quattro eletti per capire le intenzioni dei singoli. Nessuno si vuole dimettere. A questo punto Piraino, il più votato, avrebbe suggerito il nome di Valentina Cocuzza (consigliera uscente e non riconfermata), Mario Sindoni lascerebbe volentieri il passo a Giusy Catanzaro, seconda dei non eletti con cui faceva coppia.

In Prima Milazzo bisognerà mettere d’accordo le tre anime che la compongono: a quanto pare la Lega segnalerà Marina Capone, prima dei non eletti: Partiamo da qui Sofia Petrella; Noi Moderati punterebbe su Felice Nania.

Al box office il sindaco tiene Lydia Russo, assessore alla Cultura uscente. Al momento la consigliera più votata della legislatura, Stefania Scolaro, dovrebbe stare ferma ai box. Ma tutto è ancora in divenire e non si escludono sorprese.

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10 giorni fa

Dai nomi di questo articolo si prevede un’ armata di brancaleone.

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