STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Milazzo potrebbe giocare un ruolo strategico nella gestione dei materiali di risulta derivanti dalla costruzione del Ponte sullo Stretto. Nel piano operativo attuale, infatti, è prevista l’installazione di pontili mobili proprio nell’area portuale milazzese per trasferire via mare gli scarichi, riducendo quanto più possibile i trasporti su gomma e l’impatto sulla viabilità locale. Un’anticipazione fatta dall’ad della “Stretto di Messina” Pietro Ciucci a Qds.it che però – secondo quanto risulta a Milazzo 24 – non sarebbe ancora comunicata ufficialmente all’Autorità Portuale dello Stretto che governa pure l’area portuale mamertina. Ci si domanda quale potrebbe essere l’area interessata visto che nel porto gli spazi sono quasi inesistenti (forse Giammoro?).
Secondo la documentazione progettuale, solo sul lato siciliano si stimano oltre 12 milioni di metri cubi di terre, rocce da scavo e materiali inerti da movimentare.
A questi si aggiungono frammenti di calcestruzzo, conglomerati, macerie da demolizione e fanghi non pericolosi che dovranno essere trattati o stoccati.
Per la sponda siciliana sono stati individuati vari punti depositali temporanei o definitivi. Tra questi:
- Il Comune di Venetico, dove l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente ha dato via libera per l’utilizzo delle cave abbandonate come deposito temporaneo.
- Il Comune di Villafranca Tirrena, già previsto come area di accatastamento secondo il Piano Utilizzo Terre (PUT).
- In Calabria, aree ex cave o aree degradate a Limbadi (VV), Terranova Sappo Minulio e due siti a Seminara (RC).
Parte della strategia contempla anche il riuso in loco dei materiali (frantumazione per inerti da reimpiegare in calcestruzzo) oppure il loro impiego per ripascimento o successive lavorazioni. Proprio per mitigare il carico di traffico pesante, la società Stretto di Messina ha indicato la volontà di massimizzare il trasporto via mare, installando pontili provvisori nell’area di Milazzo.
Come dichiarato da Pietro Ciucci, amministratore delegato della società, “l’esatta collocazione dei pontili verrà definita in sede di progettazione esecutiva” e il fine è “limitare i trasporti via terra e quindi gli impatti sulla viabilità ordinaria.”


Ma perchè a Messina non c’è un porto ?
Intere coste e turismo balneare distrutti,laddove sono già presenti una raffineria ed una centrale elettrica( che da anni hanno apportato il loro contributo distruttivo per ambiente e salute umana) ,in nome del dio denaro e nell’ interesse economico di politici e altre persone? C’è da chiderselo.
Portiamo tutto davanti la casa di Salvini, che adora questo progetto(e secondo me ambisce al desiderio di intitolarsi il ponte!). Solita storia politica italiota, armiamoci e partite. Leggo di siti temporanei, che diventeranno definitivi, secondo uso e costume nazionale!