STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Hanno ottenuto il riconoscimento dei requisiti e ricevuto anche la comunicazione dell’Inps che attesta il loro diritto alla pensione. Eppure, a distanza di mesi, l’assegno pensionistico non è stato ancora liquidato. È la situazione in cui si trovano due cittadini di Milazzo, entrambi riconosciuti dall’Inail come vittime dell’esposizione all’amianto e aventi diritto al trattamento pensionistico previsto dalla legge 257 del 1992.
Uno dei due avrebbe maturato il diritto alla pensione nel luglio del 2025, mentre per l’altro il diritto sarebbe scattato nel febbraio del 2026. Nonostante l’accertamento dei requisiti, però, le due pratiche risultano ancora ferme a causa di un problema legato al sistema di gestione delle pensioni.
La situazione, secondo quanto riferito dal patronato Enasc di Milazzo che segue la vicenda, non dipenderebbe dalla sede Inps di Milazzo. L’ufficio locale si sarebbe infatti messo a disposizione, erogando anche degli acconti, mentre il blocco sarebbe riconducibile alla gestione centrale dell’Inps a Roma.
A seguire le pratiche è il patronato Enasc rappresentato da Giuseppe Russo e Roberta Sterrantino, che aveva già assistito in passato altri lavoratori nella presentazione di analoghe domande. Nel 2005, infatti, sarebbero state lavorate altre quattro pratiche.
Il caso riguarderebbe, al momento, – sempre secondo quanto riferito da Enasc – le uniche due domande di questo tipo ancora in corso nel 2026 a livello nazionale. Si tratta infatti di un trattamento previsto per persone esposte all’amianto alle quali sia stata riconosciuta dall’Inail una malattia professionale polmonare.
I due cittadini, nonostante le comunicazioni che confermano il diritto alla pensione, attendono ancora che la procedura venga completata e che il trattamento venga effettivamente liquidato.
E, se le pratiche non dovessero essere definite in tempi brevi, sarebbero pronti a mettere in atto una forma di protesta clamorosa: uno sciopero della fame davanti alla sede Inps di Milazzo.

