Le tensioni che hanno caratterizzato la seduta straordinaria del Consiglio comunale del 1° settembre 2026 sulla Fondazione Lucifero hanno portato il presidente del Consiglio comunale Angelo Maimone – scelta condivisa dalla maggioranza del Consiglio comunale – a trasmettere all’assessorato regionale competente, la registrazione della seduta consiliare, accompagnato da un documnento in cui si stigmatizzano alcune posizioni del commissario dell’Ipab di Capo Milazzo Francesco Mangano.
«Il dibattito politico e istituzionale può naturalmente essere animato da posizioni differenti e da valutazioni anche profondamente divergenti – si legge nella nota – Tuttavia, il confronto deve sempre svolgersi nel rispetto delle persone, dei ruoli istituzionali e delle funzioni che ciascun rappresentante è chiamato a esercitare».
La seduta è stata caratterizzata da scintille sia dalle prime battute. Il Presidente del Consiglio comunale «ritiene particolarmente inopportuno il comportamento tenuto dal Commissario della Fondazione Lucifero nei confronti del Sindaco della Città, ritenendo che le modalità utilizzate abbiano oltrepassato i limiti di un corretto e rispettoso confronto istituzionale».
In realtà i toni “a muso duro” sono stati utilizzati da entrambe le parti.
Sin dall’arrivo in aula del commissario Mangano l’atteggiamento è sempre stato ostile e il bon ton istituzionale invocato dal presidente del consiglio comunale Angelo Maimone nei confronti dell’aula e del sindaco probabilmente doveva essere garantito non solo a senso unico visto che rappresentava un ente pubblico come quello che lo ospitava. L’invito a relazionare si è rivelato on un vero e proprio interrogatorio nonostante il commissario si era limitato a stilare un quadro chiaro dello stato dell’arte fatta di contabilità creativa e una gestione che più che favorire l’Ipab sembrava favorire affittuari, consulenti e fornitori di servizi. «Quando sono arrivato – ha spiegato in aula – c’erano bilanci non approvati, contenziosi decennali, debiti per centinaia di migliaia di euro. Grazie ad un lavoro certosino e decisioni che forse non erano popolari ma necessarie, ho portato ad un disavanzo di appena 9 mila euro nell’ultimo bilancio».


Che squallore!!!
Il mondo all’incontrario. La politica complice di una gestione disennata e familistica mette sotto accusa il commissario che mette ordine nei conti e nella gestione.
Mha???