È rimasto in silenzio durante l’interrogatorio davanti al magistrato Francesco Cusumano, il 38enne originario di Milazzo finito in carcere con l’accusa di aver ucciso ieri il proprio coinquilino, il 53enne Francesco Spataro, nell’appartamento che i due condividevano a Palermo. Per il trentottenne non si tratta del primo procedimento giudiziario. Nel 2023 Cusumano era stato protagonista di una violenta aggressione ai danni dell’avvocato Antonio Lanfranchi, componente della commissione dell’esame di abilitazione alla professione forense che non lo aveva promosso. Per quell’episodio era stato condannato in via definitiva a tre anni e dieci mesi di reclusione, dopo aver colpito il professionista con calci e pugni e averlo morso al naso, provocandogli gravi lesioni.
Il milazzese, oggi, è accusato di omicidio volontario aggravato. Il fermo, eseguito dai carabinieri subito dopo i fatti, è stato convalidato dal giudice nel corso della notte.
La vicenda ha avuto momenti di forte tensione. Dopo la morte del coinquilino, infatti, Cusumano si è chiuso nell’abitazione di via Sampolo, nella zona dello stadio Barbera, aprendo i rubinetti del gas e minacciando di provocare un’esplosione. L’allarme ha fatto scattare un imponente intervento dei carabinieri del Nucleo Radiomobile e dell’Aliquota di Primo Intervento, che hanno avviato una lunga trattativa conclusasi soltanto nel tardo pomeriggio, quando il trentottenne ha deciso di consegnarsi.
Secondo le prime ricostruzioni, tra i tre coinquilini i rapporti erano diventati difficili. Cusumano avrebbe più volte manifestato il proprio disagio, sostenendo di non poter utilizzare liberamente gli spazi comuni dell’appartamento, in particolare la cucina. Circostanze che, secondo quanto emerso, erano state confidate anche alla portinaia dello stabile pochi giorni prima della tragedia.
Originario di Milazzo, Cusumano si era trasferito a Palermo soltanto da alcune settimane. Gli investigatori sono ora impegnati a ricostruire nei dettagli quanto accaduto nell’appartamento di via Sampolo e le ragioni che hanno portato al tragico epilogo.

