STAI LEGGENDO MILAZZO 24. C’è un passaggio, nero su bianco, negli elaborati del progetto “Parco Traimari” che porta il lettore a fare un salto di cento chilometri: invece di Milazzo, si parla del lungomare di Ognina, in provincia di Catania. Un refuso? Un copia-incolla maldestro? O la spia di qualcosa di più serio?
È da qui che parte l’affondo del dottor Peppe Falliti, candidato sindaco alle prossime Amministrative, che ha messo nel mirino la variante al PRG relativa all’area ex stazione ferroviaria, ribattezzata “Parco Traimari”. Nella sua nota, Falliti parla di “falso parco” e di un’operazione che, dietro la promessa della rigenerazione urbana, nasconderebbe un vero e proprio polo commerciale.
DATI INATTENDIBILI? Secondo l’esponente politico, il progetto prevederebbe un parcheggio interrato da 460 posti auto, per una superficie di oltre 14 mila metri quadrati, e un centro servizi destinato a commercio e ristorazione. Numeri che, a suo dire, smentirebbero la narrazione del grande polmone verde e rischierebbero di assestare “il colpo di grazia” al commercio di prossimità del centro cittadino. Non solo. Falliti contesta la relazione di invarianza idrologica e idraulica, giudicandola inattendibile anche alla luce dell’errore che richiama Ognina invece di Milazzo: dati “riciclati o copiati”, scrive, che potrebbero perfino aprire scenari di rilievo legale.
L’affondo è politico ma anche tecnico. Si mette in discussione il sovradimensionamento del parcheggio, la reale impermeabilizzazione delle superfici, la sicurezza del sottopasso in caso di nubifragi o onde anomale. E si accusa l’amministrazione di aver scelto la strada delle varianti al Piano regolatore, invece di dotarsi del nuovo Pug previsto dalla normativa regionale, per portare avanti un’ulteriore cementificazione.
LA REPLICA. La replica del Comune di Milazzo prova a smontare il caso partendo proprio dall’errore più clamoroso. Gli uffici tecnici parlano di “mero e banale refuso materiale”, un errore di trascrizione limitato a una parte della relazione di invarianza idrologica e idraulica, che non inciderebbe sui contenuti tecnici complessivi. Tutti i dati territoriali, le coordinate, gli elaborati grafici e le verifiche sarebbero correttamente riferiti a Milazzo. Tanto che il progetto ha ottenuto il parere del Genio Civile per la compatibilità geomorfologica.
Il vicesindaco Santi Romagnolo va oltre e attacca sul piano politico, parlando di “fake news seriali” e di un’assimilazione “pretestuosa” tra Parco Traimari e polo commerciale. I numeri, sostiene, raccontano un’altra storia: oltre il 93 per cento dei 27 mila metri quadrati complessivi sarebbe destinato a parco urbano sostenibile. L’intervento, finanziato con fondi extra-bilancio e frutto di un concorso di progettazione europeo, rispetterebbe i criteri ambientali minimi e i principi di sostenibilità, prevedendo anche il restauro degli edifici della vecchia stazione da destinare a polo culturale.
Due narrazioni opposte, dunque. Da un lato l’accusa di un centro commerciale travestito da parco e di una relazione tecnica con ombre e copia-incolla sospetti. Dall’altro la rassicurazione che si tratti di un errore formale, senza conseguenze sostanziali, e la rivendicazione di un grande progetto di rigenerazione urbana.
Resta quell’Ognina infilata tra le carte di Milazzo. Un dettaglio che può sembrare minimo, ma che in campagna elettorale diventa simbolo. Perché quando si parla di suolo, cemento e futuro della città, anche un refuso può trasformarsi in un caso politico. E spingere i cittadini a chiedersi se dietro le parole “parco urbano” ci sia davvero solo verde.
LA DIRETTA. In serata il sindaco Pippo Midili, in una diretta social, ha ribadito che il 93% del progetto è dedicato al verde e i parcheggi sono interrati. Un salto di qualità rispetto al vecchio progetto previsto dalle passate amministrazioni (prima del 2010, ha sottolineato) che prevedeva 500 parcheggi a raso a favore di un realizzando centro commerciale.


Ma veramente pensa che gli elettori siano stupidi o Midili pensa a un futuro tra qualche mese come giardiniere? E meglio impegnarsi come restituire ai cittadini le tasse sui rifiuti facendoli fruttare come si fa altrove. Basta copiare non Ognina ma Aprilia e no regalare a consorzi privati. Capito