Proclamato nuovo sciopero alla centrale A2A. Il sindaco di San Filippo del Mela scrive al presidente Schifani: «Sarà crisi occupazionale»

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Proclamato un nuovo sciopero alla centrale A2A di San Filippo del Mela. Si terrà il 31 agosto con sit in dale 7 ale 9 del mattino all’ingresso degli impianti. Segue quello proclamato il 18 agosto. A muoveri anche la politica. Dopo la conferenza stampa dello scorso 28 luglio, durante la quale il sindaco di San Filippo del Mela Gianni Pino, affiancato dal primo cittadino di Milazzo Pippo Midili, dall’assessore di Pace del Mela Mario Schepis e con il sostegno dei sindaci dell’Area ad Elevato Rischio di Crisi Ambientale (AERCA) si formalizza oggi un nuovo passaggio. Durante l’incontro avevano ribadito il proprio impegno al fianco dei lavoratori al fine di scongiurare la salvaguardia occupazionale ed il sostegno ai progetti di riconversione di A2A.

Da sinistra il sindaco Gianni Pino, l’assessore di Pace del Mela Mario Schepis e il primo cittadino di Milazzo Pippo Midili

«Ieri mattina – dichiara il sindaco Gianni Pino – ho dato seguito a quanto promesso in conferenza, e ho scritto al Presidente della Regione Renato Schifani e al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per chiedere una convocazione urgente, al fine di scongiurare un grave rischio di crisi occupazionale sul nostro territorio».

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Il sindaco, che ha annunciato il suo intento a un gruppo di lavoratori di A2A appositamente convocati, ha sottolineato come questa richiesta formale rappresenti un segnale importante e concreto di vicinanza ai lavoratori e ai sindacati.

«L’obiettivo- prosegue Pino – è quello di perseguire la tutela dei lavoratori, dell’ambiente e della salute. La riconversione proposta da A2A era uno dei pochi interventi sostenibili presentati in questi anni, in piena coerenza con il piano paesaggistico, con i processi di transizione energetica e con il Piano europeo di fuoriuscita dal carbone. Attenziono questo processo da tempo, ho seguito le vicende legate alle autorizzazioni sia a Palermo che a Roma, chiedendo ed ottenendo, a suo tempo, la demolizione di due serbatoi vicini alle case. Sono convinto che questa sia l’unica strada percorribile e intendo portare la questione alla diretta attenzione del governo regionale e nazionale, in quanto diretti interlocutori di noi sindaci. A2A dovrà però restare al nostro fianco e portare avanti con noi la battaglia per la riconversione».

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Il piano industriale di A2A, esposto dal direttore della centrale, Ingegnere Francesco Farilla nel corso della seduta di  Consiglio Comunale Straordinario del 14 novembre 2025, convocato per discutere della vicenda, prevede la realizzazione dei seguenti interventi: un impianto di trattamento della frazione organica (FORSU) finalizzato a trasformare i rifiuti organici in biogas/metano da immettere in rete; l’installazione di accumulatori per immagazzinare energia rinnovabile e rilasciarla nelle ore di picco; l’installazione di motori ausiliari di derivazione navale per far fronte ai picchi serali e notturni, quando le rinnovabili non bastano.

Il nodo cruciale della questione è rappresentato da Terna. «I fatti recenti – incalza ancora il sindaco – dimostrano che non è facile garantire la sicurezza energetica regionale senza gli impianti di San Filippo del Mela».

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A confermarlo è la nota inviata da Terna in occasione dello sciopero del 24 luglio scorso, in cui l’azienda definisce lo sciopero del personale turnista “non compatibile con le esigenze di rispetto degli standard di sicurezza di esercizio del Sistema Elettrico in Sicilia”, a causa del considerevole rischio legato agli incendi boschivi, che “possono determinare l’indisponibilità di capacità di trasmissione di energia elettrica”.

Altrettanto eloquente è il Rapporto Adeguatezza Italia 2025 di Terna, dove a pag. 52, alla voce “Gestione esercizio in Sicilia”, si definisce il sistema siciliano “estremamente vulnerabile, soprattutto nel medio termine, qualora si procedesse alla dismissione della generazione meno efficiente e affidabile, senza poter contare ancora sul pieno supporto della Tyrrhenian Link. In tali condizioni il rischio di mancata copertura della domanda diventerebbe concreto, in particolare: nei periodi di carico elevato, nelle ore serali o notturne, nei momenti di ridotta capacità di scambio con la Calabria”.

 «Gli eventi estremi e imprevedibili sono sempre in agguato e richiedono piani energetici in grado di superare le eventuali possibili criticità. Chiediamo dunque – conclude Pino – che si intervenga su Terna, affinché il rischio concreto di mancata copertura nell’approvvigionamento energetico venga scongiurato, e con esso, anche quello occupazionale».

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