Dopo lo sciopero dei lavoratori della Ispeco srl, società che opera all’interno dell’indotto della Raffineria di Milazzo (leggi qui), riceviamo e pubblichiamo la replica della società. Ecco il testo:
In primo luogo, si evidenzia che la scelta del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro è prerogativa rimessa esclusivamente alla discrezionalità dell’imprenditore. Unici limiti sono costituiti dalla coerenza con i servizi svolti dall’azienda e dall’approvazione del CCNL da parte delle associazioni sindacali maggiormente rappresentative. Nel caso di specie, Il CCNL Piccola e Media Industria Confapi, applicato da Ispeco srl, rispetta ampiamente tutte le condizioni prescritte. Aggiungasi che al fine di consentire l’adeguamento della posizione del personale impiegato presso la Raffineria di Milazzo alle previsioni del CCNL Industria, Ispeco srl ha equiparato al rialzo tutte le RAL (retribuzioni annue lorde) che invece, a parità di livello di inquadramento con il CCNL industria, risultavano inferiori ed ha altresì disposto un miglioramento dell’inquadramento professionale per una significativa percentuale di dipendenti.
Va inoltre sottolineata l’imprescindibilità di un adeguato sistema di videosorveglianza, atteso che esso, lungi dal costituire una forma illegittima di controllo del personale – come lascerebbero intendere i sindacali nell’articolo del 5.9.2025 – costituisce in realtà una necessaria misura di sicurezza diretta a garantire, per un verso, l’integrità delle dotazioni della Ispeco srl (sofisticate e di rilevante valore economico) custodite nel relativo magazzino e, per altro verso, la salvaguardia del cantiere, giacché volta a monitorare lo stato delle sorgenti radioattive utilizzate dal personale per le radiografie industriali.
Il badge ad impronte digitali installato presso l’area di cantiere – che sarebbe stato oggetto di critiche dei sindacati – in realtà costituisce uno strumento, obiettivo, non opinabile, predisposto anche a garanzia dello stesso personale, di rilevazione delle presenze in cantiere e di determinazione dell’effettivo orario di lavoro.
Sono poi insussistenti le lamentate carenze “sul fronte della sicurezza e della formazione”. Al riguardo si evidenzia che tutto il personale assorbito in occasione del subentro ad altra ditta nell’appalto presso la Raffineria di Milazzo, risultava all’origine privo di valide licenze CND (indispensabili invece per l’espletamento dell’attività appaltata); che Ispeco srl ha dunque provveduto, a proprie cure e spese, a rinnovare patentini e a far acquisire qualifiche professionali; che Ispeco srl ha provveduto, sempre a sue spese, a formare il personale di Milazzo, anche sul piano della sicurezza, organizzando, ad esempio, corsi sull’utilizzo degli autorespiratori per gli spazi confinati, antincendio e di primo soccorso.
In ultimo, preme rilevare che, stando al testo della missiva del 18.8.2025, a firma di FIM CISL di Messina, le misure di protesta in questione non risultano legate alle carenze lamentate nell’articolo del 5.9.2025, bensì alla circostanza del trasferimento di un dipendente, disposto da Ispeco srl in ragione di obiettive esigenze produttive che, di tutta evidenza, ora anche attraverso il citato articolo, si tenta di orientare.

