STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Sfratti al Castello, zampilli da 17 mila euro e censura social. A Palazzo D’Amico, il candidato sindaco Peppe Falliti, alla presenza dell’On. Ismaele La Vardera, leader di “Controcorrente” e del consigliere Damiano Maisano, ha presentato la bozza di programma partecipato senza lesinare le incongruenze viste nel corso dell’ultima legislatura. «Il nostro programma nasce dall’esperienza di persone che hanno dedicato la propria vita alla tutela ed al progresso di Milazzo, si concretizza un progetto che vede protagonista il cittadino per la rinascita del territorio», si legge in una nota stampa.
U SINDACU. E’ previsto anche la creazione dello “Sportello dell’Opposizione“. Uno sportello che aiuti il cittadino a risolvere problemi dandogli assistenza. Un modo diverso di pensare la Movida, non luogo chiassoso ma piena di locali sempre vivaci che si rivolgano a tutte le età magari agevolandoli sull’utilizzo di suolo pubblico. «Qui si scende in politica non per fare “Il sindaco” ma “U Sindacu”. Il sindaco è quello che non pensa alla rielezione e a gettare fumo negli occhi inaugurando piazze incomplete come quella di san i San Papino e non disegna il futuro che arriverà quando lui non ci sarà più. “U sindacu” è quello che fa vedere senza fare. Questo è il sindaco dell’apparenza, dare un segno visibile, popolare ma che non incidono sull’economia del territorio. Abbiamo speso a piazza Marconi per uno zampillo 17 mila euro che nessuno ha mai visto funzionare e che il mese scorso era coperto da una pista da ghiaccio che pur di farla venire a Milazzo gli è stato ceduto – in questo caso si. – gratuitamente il suolo pubblico. Poi la città delle feste che costano centinaia di migliaia di euro senza lasciare nulla».

LA CENSURA SOCIAL. Attacchi anche alla pagina social del comune. Che “banna” i cittadini non graditi (Falliti sostiene di non potere commentare, ad esempio) e viene utilizzato ad uso personale. «E’ stato fatto un regolamento sulla sua gestione? Questo viene utilizzato solo per consentire di fare comizi agli amministratori senza contraddittorio. E per “prendere uno ad uno” chi si permette di dissentire».
GLI SFRATTI AL CASTELLO. «Non abbiamo mai saputo valorizzare il nostro passato» ha detto Falliti. «Abbiamo 54 chiese, un castello, nulla in meno di città blasonate come Taormina». «Quanti di voi sanno che lo scorso febbraio sono stati “sfrattate” tutte le associazioni (compreso il Muma, Museo del mare) per il mancato rinnovo delle convenzioni – ha svelato Falliti – rimangono li con la spada di Damocle sula testa. Come a dire “Io intanto ti faccio restare” però ricordati….E questo sarebbe far vivere il castello? Con che prospettiva? Oppure il futuro del Castello può essere legato al nuovo Polo Enogastronomico o da un parcheggio per bus su una strada da cui gli autobus non possono passare?».

FLOROVIVAISMO. «Questa è la città del florovivaismo con decine di aziende che esportano all’estero ma non esiste un mercato del Florovivaismo in cui i prodotti vengano messi in piazza creando economia e fare ammirare il lavoro dei florovivaisti anche ai turisti».
«Milazzo merita più di clientelismo e miopia – hanno tuonato – Il nostro impegno è per una città che ponga Salute, Lavoro e Benessere dei cittadini prima di tutto. Oggi, andare controcorrente significa scegliere la verità e la legalità. La nostra amministrazione sarà sinonimo di Democrazia e dialogo, tutela dell’Identità di Milazzo con azioni concrete».
Secondo Falliti Milazzo ha grandi potenzialità ma è, oggi, in difficoltà: popolazione in calo (e poi dicono che è “una città che cresce”), esodo giovanile, disoccupazione, un’economia a rischio. Il commercio arretra, il turismo non decolla e i servizi faticano. «Eppure porto, mare, cultura e natura offrono opportunità straordinarie – ha sottolineato – Serve un cambio di prospettiva, visione ed immaginazione, fantasia ed esperienza, competenze nuove ed un cambio culturale che trasformi queste risorse in sviluppo reale».
LO SAPEVI CHE…. Sempre più persone che partecipano da “semplici cittadini” a manifestazione politiche con la curiosità di sentire anche “altre voci” presenti a Milazzo verrebbero contattate in maniera amichevole consigliando di essere associati tra i “dissenzienti”. «Ma cu ti porta?» sarebbe il mite consiglio. Sarà vero?


Spero si cambi pagina, città in stile montecarlo avviata al fallimento
Minchia di minchiati che ho letto.
Cadere da Midili a Falliti è troppo. Fumo non programma concreto. Strano che un ambientalista non parli della gestione rifiuti che svena i cittadini e altrove è una risorsa.Strano che si difenda sfratti al castello di associazioni che non si sa cosa facciano se vetrina o spillare contributi.Strano