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domenica, 7 Dicembre 2025

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Castello di Milazzo, Italia Nostra riaccende il dibattito sul rifacimento della Galleria: “Serve tutela, non stravolgimento”

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La proposta di pavimentare la Galleria del Castello di Milazzo riporta al centro dell’attenzione il tema, mai sopito, della corretta fruizione del Complesso monumentale. A sollevare la questione è Italia Nostra, che in una nota esprime forti perplessità sull’ipotesi di coprire l’antico acciottolato con una nuova pavimentazione, ritenuta “posticcia e falsa”.

L’associazione guidata da Guglielmo Maneri riconosce la necessità di facilitare il passaggio dei pedoni e delle persone con mobilità ridotta lungo quella che un tempo era la strada carrabile e oggi rappresenta l’unico accesso alla Città fortificata. Tuttavia, invita l’amministrazione a individuare soluzioni più rispettose e meno invasive.
Tra le alternative citate, il riempimento delle fughe con materiali friabili, come previsto a suo tempo dall’architetto Trizzino, o l’utilizzo di tecniche più aggiornate proposte da altri esperti. Nessuna di queste, però, potrebbe risolvere del tutto il problema delle pendenze, che rimangono al di fuori dei parametri previsti dalle normative.

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Per Italia Nostra, la vera risposta sta nel dotarsi di un mezzo elettrico adatto al trasporto di carrozzine e nel riprendere un progetto già pronto ma fermo da anni: la riapertura della “Porta dell’Isola”, antico accesso pedonale alla Città fortificata. Un elaborato definitivo, ricordano, giace negli uffici comunali dal 2018 e consentirebbe di superare in sicurezza il problema delle pendenze, soprattutto in occasione degli eventi.

L’ingresso attuale e il restyling previsto dal progetto

La Galleria, sottolinea ancora l’associazione, non è un semplice passaggio esterno ma parte integrante del sistema difensivo del Castello. Ed è proprio il destino del Complesso monumentale, con i suoi interventi passati e futuri, a destare la maggiore preoccupazione.

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Italia Nostra elenca una serie di opere che, pur presentate con finalità diverse, rischiano – nel loro insieme – di snaturare il sito: il teatro alle spalle del Duomo Antico, nato come struttura stagionale ma ormai stabile; l’area di sosta sotto la Cinta Spagnola, con i muraglioni in cemento e i lavori che avrebbero cancellato l’Ottocentesco Cimitero inglese; il polo enogastronomico nell’Edificio Cavaliere, utile come punto di ristoro ma a rischio trasformazione in ristorante ordinario; e infine la prevista caffetteria sul Bastione di Santa Maria, che potrebbe convertire un tratto della cinta cinquecentesca in luogo di ritrovo pubblico.

Interventi che, secondo l’associazione, “nell’insieme e dopo il disastroso restauro del primo decennio del secolo”, rischiano di produrre un “marcato snaturamento in direzione mercificata” del Castello, compromettendone irrimediabilmente il fascino e l’identità.

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Italia Nostra ricorda inoltre che il Complesso monumentale non è di proprietà comunale, ma concesso in uso al Comune con un contratto di sei anni sottoscritto nel 2021 con l’Agenzia del Demanio. “Ci chiediamo – scrivono – se sia opportuno realizzare opere irreversibili a così breve distanza dalla scadenza e se non sia invece il momento di riaprire un tavolo di confronto con i soggetti e le associazioni che, senza fini di lucro, si occupano della tutela del patrimonio culturale cittadino”.

L’associazione ribadisce di non essere contraria alle iniziative che valorizzano il sito e ne migliorano la fruizione. Ma, avverte, ciò deve avvenire “con il massimo rispetto del Complesso Monumentale per quello che è: un luogo di eccezionale valore storico, architettonico e culturale, da proteggere e tramandare”.

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Francesco
Francesco
26 giorni fa

Italia chi? Questi 4 gatti copiano idee altrui e non sanno di cosa parlano non dovrebbero nascondersi dietro loghi nazionali. Per contrastare i caffè.che chiede il sindaco di pezza al Castello manca un museo d’arte e militare che riunisca Opere che oggi sono in siti chiusi.Guarda caso sotto elezioni

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