Italia Nostra Milazzo accoglie con favore l’idea di incrementare la fruizione pubblica del Castello, ma chiede garanzie perché il progetto del Polo Enogastronomico non si traduca in una privatizzazione d’uso o nella trasformazione del bene culturale in «un futile luogo di svago». L’associazione apprezza anche l’annunciato recupero del Palischermo S. Tommaso, ma ricorda che il lungo abbandono ha aumentato i costi e chiede che il restauro sia pubblico, partecipato e visibile ai cittadini.
Sul Polo Enogastronomico, Italia Nostra non si oppone al bando comunale, che prevede un punto di ristoro e uno spazio eventi nell’Edificio Cavaliere, purché l’iniziativa serva a «incrementare tempi e occasioni di fruizione pubblica del Complesso Monumentale». La preoccupazione maggiore riguarda la durata contrattuale di sei anni più sei, superiore sia alla Concessione Demaniale sia al mandato amministrativo, e il rischio che l’uso diventi prevalentemente privato, «con unico vantaggio per la collettività del solo compenso del canone». L’associazione considera inaccettabile che l’accesso alla Città Fortificata sia gestito da personale non comunale o che si permetta il transito di veicoli non tecnici. Chiede clausole di tutela del valore storico, limiti netti alla componente commerciale e misure pratiche come la riapertura della Porta dell’Isola, già progettata, per migliorare l’accessibilità e la sicurezza durante gli eventi.

Per il Palischermo, definito «ultimo retaggio della memoria dell’attività delle tonnare milazzesi», Italia Nostra prende atto con soddisfazione dell’impegno dell’amministrazione ad allestire il cantiere entro ottobre per trasferire il manufatto al Museo del Mare e delle Tradizioni Marinare di Vaccarella, accanto ad altri luoghi della memoria marinara. Ma chiede che il recupero non sia solo tecnico: il cantiere dev’essere visitabile e trasformarsi in occasione di promozione culturale e formazione, con il coinvolgimento di scuole, associazioni e cittadini.

