LA CURIOSITA’. Stasera, nell’ambito dei festeggiamenti del patrono Santo Stefano, ritorna a Milazzo Patty Pravo, icona della musica italiana. Tra le storie e gli aneddoti che la legano alla città di Milazzo vi è quello di una cena notturna improvvisata nella mensa aziendale della ex Metallurgica Sicula.
Sin dagli anni ’60 esisteva il noto ristorante “Salamone a mare” sulla Panoramica, era anche lido con cabine e con una terrazza in grado di ospitare serate danzanti (vedi cartolina allegata). Nel locale si esibì Patty Pravo sul finire degli anni ’70. La serata si concluse poco dopo la mezzanotte e subito dopo la cantante e la band che la accompagnava rientrarono in albergo, l’hotel Silvanetta di via Acqueviole. Nutrivano qualche speranza di poter cenare nonostante l’ora ma la cucina era già chiusa e il personale addetto era andato via. Patty Pravo protestò con l’addetto alla reception; occasionalmente assistevano alle vivaci rimostranze l’Ing. Marco Cariboni e il suo collaboratore Edoardo Sala, presenti nella hall dell’albergo.

Cariboni per rimediare alla incresciosa situazione offrì di aprire, vista la disponibilità del suo collaboratore Edoardo Sala, appassionato di cucina, la mensa aziendale dell’ex stabilimento della Mett Spa, di cui era amministratore straordinario. L’invito venne accettato subito da Patty Pravo e in poco tempo, in piena notte, vennero contattati alcuni dei dipendenti ancora in servizio presso lo stabilimento che ormai produceva solo tubi zincati. Accorsero increduli per dare una mano. Nel piccolo locale della mensa, con gli ingredienti a disposizione Edoardo Sala approntò la cena per Patty Pravo e il suo seguito….tra applausi e richieste di autografi. Il giorno dopo gli operai che non avevano ricevuto la chiamata notturna accusarono i colleghi di non averli avvertiti, anche loro volentieri avrebbero preso parte a quella incredibile notte.
Patty Pravo l’indomani venne per l’ennesima volta invitata in albergo a fornire il documento d’identità; sosteneva che Lei era conosciuta e questo poteva bastare … Maurizio, il responsabile della reception, arrivò al punto da far presente che in assenza dei documenti avrebbe dovuto fare la prevista segnalazione alla polizia. Così pervenne alla reception la carta d’identità dell’artista; occupava la camera 202 che tenne anche per il giorno successivo.

