Un fine settimana voluto dal Ministero della Cultura per celebrare il patrimonio archivistico italiano. Un’occasione unica per ripercorrere, attraverso le antiche carte del Museo Etnoantropologico e Naturalistico “Domenico Ryolo” (fondo marchesi Proto), la storia dei potentissimi Baeli. “Sabato e Domenica di Carta” è l’evento ospitato al Museo Ryolo di via Impallomeni (ex Carcere Femminile) sabato 3 ottobre, dalle 17.00 alle 19.30, e domenica 4 ottobre, dalle 11.00 alle 13.00. Saranno esposti gli antichi manoscritti dei Baeli, antiche carte della potente e facoltosa famiglia milazzese, come quelle di Don Onofrio Baeli, deceduto nel 1643 e raffigurato in locandina in età giovanile.
Era la famiglia aristocratica più facoltosa di Milazzo e dintorni. Il loro stemma, il leone rampante sulle onde del mare, campeggia ancor oggi nel portale d’ingresso della chiesa del Carmine, quasi a ricordarci la loro potenza politica ed economica ed il loro cospicuo patrimonio immobiliare, dalla Baronia di Capo Milazzo al “palazzo grande” nel Piano del Carmine, dalle tonnare agli sterminati vigneti della Piana, dalla carica di Regio Segreto, che introitava per conto del Re i proventi erariali, a quelle di amministratori comunali.
I Baeli, il cui albero genealogico è ricostruito tra le carte d’archivio degli antichi manoscritti del Museo Ryolo, dominarono Milazzo sino alle soglie del Settecento, quando l’ultima discendente, Margherita, andò in sposa all’aristocratico messinese Visconte Patti. Dal loro matrimonio nacquero due figlie, Caterina e Francesca Patti e Baeli, andate in sposa, rispettivamente, a Paolo Lucifero, cui spettò la Baronia coi suoi panorami mozzafiato, e Paolo Proto, che avrebbe ereditato, tra l’altro, il Palazzo che oggi come allora sorge dirimpetto al convento del Carmine.

