Il Comune di Pace del Mela interviene sulla chiusura dello stabilimento Cargill di Giammoro. Il sindaco Mario La Malfa ha chiesto l’istituzione di un tavolo istituzionale con la Regione Siciliana per scongiurare la definitiva sospensione dell’attività di produzione di pectina con il licenziamento di 49 persone.
«Si tratta di una realtà che negli anni ha rappresentato lavoro, dignità e speranza per tante famiglie del nostro territorio – scrive il primo cittadino – Non si tratta solo di numeri o di posti di lavoro, ma di persone, di professionalità, di sacrifici quotidiani che rischiano di andare perduti.
È incomprensibile che presunti costi energetici o difficoltà di mercato vengano usati come giustificazione per una scelta che appare invece legata a strategie aziendali orientate a favorire altri stabilimenti europei, a discapito della Sicilia. Una decisione che colpisce ingiustamente la nostra comunità e che non possiamo accettare in silenzio».
Il Comune di Pace del Mela, insieme al Sindaco, sostiene la richiesta di un tavolo istituzionale con Regione Siciliana, Assessorato alle Attività Produttive, Comuni del territorio, organizzazioni sindacali e rappresentanti aziendali.
«È necessario fare chiarezza sulle reali intenzioni della multinazionale e individuare, tutti insieme, le soluzioni più concrete per garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito», continua.
Il Sindaco e l’Amministrazione comunale si schierano al fianco dei lavoratori e delle loro famiglie. «Siamo pronti a fare la nostra parte, anche coinvolgendo il Governo nazionale, perché difendere questo stabilimento significa difendere il futuro produttivo del nostro territorio.
La comunità di Pace del Mela non resterà indifferente: siamo e saremo accanto a chi oggi vede messo in discussione il proprio lavoro e la propria vita», conclude La Malfa.
A prendere posizione anche Azione Messina che si schiera al fianco dei lavoratori Cargill: «difendere lo stabilimento di Giammoro è difendere la dignità del territorio», sostiene Letterio Grasso, Presidente provinciale di Azione Messina.
«Non possiamo accettare che decisioni unilaterali di una multinazionale condannino 49 lavoratori e le loro famiglie, colpendo anche l’indotto e impoverendo ancora una volta l’area industriale di Milazzo e Pace del Mela”», dice Grasso.

