RIFLESSIONI. La passione è tutto. Anche chi scrive lo fa per passione, ma poi bisogna pagare la cassiera al supermercato o le bollette della luce. E dunque non basta. Vale anche per la favola di Gigliopoli, il progetto dell’associazione “Il Giglio” che da decenni è il fiore all’occhiello della Fondazione Lucifero di Capo Milazzo. Lo stesso progetto che da settembre sarà interrotto a causa dell’esaurimento dei fondi di bilancio dell’Ipab, proprietaria dei beni più suggestivi del promontorio. Andare avanti creerebbe debiti su debiti. Dunque, meglio sospendere in attesa di tempi migliori.
La narrazione in questi anni ha raccontato della creazione di “un’isola che non c’è”, “una città dei bambini spensierati” popolata da benefattori, volontari, paladini della giustizia che fanno tutto per difendere i beni di Capo Milazzo da non meglio precisati speculatori. Meno male che c’è dunque l’associazione il Giglio con i suoi “giardini incantati” e laboratori didattici. Tutto bello fino a quando si chiude il libro delle fiabe e come per incanto si apre il registro della “partita doppia”. E qui la fiaba diventa un horror contabile. Altro che “magia”.
Ad aprire i registri è stato un commissario regionale, Francesco Mangano, che non crede alle favole ed ha avuto la sfrontatezza di fare due conti arrivando alla sofferta decisione di sospendere temporaneamente il rapporto decennale con l’associazione per “problemi di bilancio”.
Nel tempo, l’attività di Gigliopoli è diventata quasi leggendaria, tramandata come un mantra: volontari che si sono immolati per la causa sociale e ambientale. Chi ha osato manifestare perplessità – spesso sottovoce – è stato bollato come nemico del bene comune, sospettato di voler mettere le mani sui beni del Capo. Attorno al Giglio si è così stretto un cordone sanitario fatto di sodalizi, consiglieri comunali, quella che qualcuno chiama “Milazzo bene”, pronti a ergersi a paladini della legalità.
Ma di beneficenza e volontariato, dai numeri snocciolati più volte dal commissario Mangano, se ne intravede davvero poco. A Capo Milazzo, tra orti biologici e fattorie didattiche, punti ristoro, di soldi ne girerebbero — e parecchi — con spese a carico delle esigue casse della Fondazione.
Facciamo due conti, gli stessi fatti da Mangano incontrando le associazioni prima dell’estate. La convenzione tra l’Ipab e “Il Giglio” prevede un pagamento di 140 mila euro l’anno per portare avanti il progetto Gigliopoli, a cui si aggiunge il ristoro dei costi effettivi sostenuti nei locali della Lucifero, che a consuntivo si aggirerebbe sui 50 mila euro. Totale: quasi 200 mila euro.
Tra i punti di forza del progetto, la colonia estiva che il barone Lucifero aveva pensato per dare momenti di svago “ai bambini gracili e bisognosi“. Secondo le indiscrezioni, su 200 partecipanti, quelli che non pagano sarebbero una decina, per un incasso complessivo dell’Ipab di circa 18 mila euro. A frequentarla, per lo più, figli di facoltosi imprenditori e blasonati professionisti. Stesso discorso, a quanto pare, per l’asilo.
Gigliopoli, inoltre, accoglie scolaresche da tutta la provincia per visitare la fattoria didattica, organizza feste e cene in cambio di un “contributo volontario” che in molti versano volentieri. L’ultima sabato sera, la famosa “Notte Arcobaleno”, che sulla carta è pagata dalla Fondazione ma è stato chiesto all’ingresso un contributo di 5 euro (si parla di oltre 500 partecipanti). Peccato che la Fondazione, pur essendo proprietaria dei locali, non conosca l’ammontare di queste somme fatte pagare “a casa sua” o se esista un punto ristoro a pagamento.
Precisiamo una cosa: fino a prova contraria non crediamo che qualcuno si stia arricchendo, anzi Il Giglio ha crediti pregressi che la Fondazione non è riuscita ancora a pagare. Ma volontariato e beneficenza, probabilmente sono un’altra cosa. Infatti a chi sostiene che di fronte alla felicità dei bambini non si possono mostrare aridi bilanci, ricordo che l’associazione Il Giglio – proprio perché non si vive di “magia” – ha presentato in passato decreti ingiuntivi battendo cassa. Perché la stessa esigenza non vale per la Fondazione?
A settembre il consiglio comunale si riunirà su richiesta dei consiglieri di minoranza — primo firmatario Gioacchino Abbriano del Pd — e il commissario Mangano dovrebbe intervenire con parole probabilmente chiarificatrici. Racconterà, c’è da immaginare, della difficoltà di mettere a reddito buona parte dei beni della Fondazione, abbandonati nel tempo e oggi difficilissimi da recuperare. Dello strapotere degli uffici che nel tempo hanno avuto più influenza del cda e si firmavano convenzioni forse senza tenere in conto la reale liquidità di cassa. Degli immobili che, in nome del “bene della Fondazione”, venivano affittati ad aziende senza fideiussione, salvo poi leccarsi le ferite economiche quando quelle stesse aziende sparivano nel nulla. E nel cda, magari, c’era qualcuno che ora – dopo la magica campagna elettorale – si batte il petto.
E poi ci sono i numeri attuali, che valgono più di mille discorsi: poco meno di 137 mila euro di incassi da affitti, a fronte di quasi 200 mila euro di spese per il solo Gigliopoli, a cui si aggiungono stipendi dei dipendenti, utenze, manutenzioni. Un bilancio che non ha bisogno di commenti, perché parla da sé — e dice, in sostanza, che la favola rischia di costare troppo cara a chi la beneficenza dovrebbe garantirla per statuto, non per grazia ricevuta. O per “Magia”.
Gianfranco Cusumano


verissimo, indiscutibile. ma, per abitudine, ci ritroveremo tra qualche anno a dire: “la vedi quella immensa struttura? una volta era bellissima e molto frequentata dai bambini. abbandonata, come tante altre cose!”. perciò, adesso pioveranno le promesse politiche (per decenni) di non abbandonare nè
La Fondazione, proprio tramite il commissario Mangano, si è obbligata a versare al Giglio le somme di cui si parla. Esiste una convenzione, e la Fondazione non la sta rispettando. Punto.
E per parafrasare l’articolo: il giornalismo probabilmente è un’altra cosa…
Vergognosa è l’ipocresia di entrambe le parti: l’una da decenni gestisce in maniera “spensierata” i beni, l’altra fa della “spensieratezza” un gran giro di cassa
E poi ci siete voi che non siete per niente spensierati perché nella vostra misera vita non fate altro che rosicare
e mancavi solo tu coniglietto da tastiera che cerchi di dare un pó di senso alla tua inutile esistenza difendendo l’indifendibile.
Finalmente qualcuno di è svegliato
Il PD colluso con Cuffaro colpisce ancora
Eliminare/liquidare costosi enti tipo carrozzoni pubblici vecchio stile, affidare con gare pubbliche questi siti del promontorio ai privati che offrono di più e tanti saluti.
Così i privati possono realizzare tutte le speculazioni possibili…la Fondazione e Gigliopoli danno fastidio a chi vuole distruggere capo Milazzo…questa è la verità.
Il “GIGLIO” sempre protetti da destra e sinistra non si capisce come hanno fatto.
Finalmente qualcuno è riuscito a togliere il coperchio a questa pentola piena di letame. Sicuramente alla prossima seduta qualche consigliera si straccerà le vesti.
Invece il PD milazzese nasconde tra le sue fila alcuni elementi che fanno parte della democrazia cristiana e che hanno cercato di affossare la Fondazione e Gigliopoli chissà per quali fini…ed ora si ergono a paladini dei bambini gracili e bisognosi ..ma la città vi ha bocciati
Verissimo avete vinto voi destra destra e comunisti x Midili.