RIFLESSIONI. Piove a Milazzo. E, come sempre, più che un temporale sembra un test d’ingegneria idraulica: strade che diventano torrenti, cittadini impossibilitati ad uscire di casa, intelligenza artificiale che sui social fa sfrecciare moto d’acqua nella via San Paolino. Un copione ormai talmente rodato che i milazzesi lo conoscono a memoria, battuta per battuta.
A rompere il silenzio dopo l’ennesimo acquazzone ci pensa il Movimento 5 Stelle di Milazzo, che scende in campo — ma rigorosamente con gli stivali di gomma — per proporre in un comunicato stampa a firma del rappresentante del gruppo territoriale “Dott. Michele Vacca” “soluzioni concrete e strutturali”. Parole importanti, che profumano di efficienza nordica. Tra le proposte: Sistemi di Drenaggio Urbano Sostenibile (SUDS), vasche di laminazione, manutenzione programmata e perfino aree verdi capaci di riassorbire l’acqua. Insomma, un piano da far impallidire l’Acquedotto Romano.
Peccato che, come spesso accade in politica, il diavolo si nasconda tra le righe. Perché una cosa è dire “mettiamo in sicurezza il territorio”, un’altra è trovare chi paga. E qui il comunicato, improvvisamente, si ferma: nessuna traccia di fondi, bilanci o finanziamenti.
Il Movimento parla, in sostanza, di investire decine di milioni di euro come se fossero monetine trovate sotto un tombino. L’amministrazione comunale ha già messo nero su bianco progetti per quasi 20 milioni, in attesa di finanziamenti. Ma per il momento l’unica soluzione rimane quella di tenere a portata di mano un paio di scarponi di gomma. Insomma, tra chi ha un piano ma non i soldi e chi ha progetti ma non i fondi, l’acqua continua a scorrere dove vuole: in strada.
Il problema, naturalmente, è serio. Ma mentre i cittadini contano i centimetri d’acqua davanti casa, la politica conta… i voti in vista delle amministrative 2026. E così, mentre si discute di piazze “permeabili” e piani “sostenibili”, Milazzo continua a galleggiare tra annunci e buone intenzioni. Mancano solo…i soldi.
Gianfranco Cusumano


Cioè questa amministrazione annuncia centinaia di milioni di finanziamenti e non riesce a portare 10 milioni per non fare allagare la città alla prima pioggia?!
20 milioni ? cifra gonfiata solo per fare delle “scurrugge”-canalette che smaltiscono l’acqua piovana “incastrata” nella via di san paolino.
Vi domandate perché una volta la zona all’incrocio tra la via Migliavacca e la via XX Luglio i nostri nonni la chiamavano “O Ponti”, perché li c’era un ponte, che quei geni dei loro nipoti hanno demolito e riempito l’alveo. Al loro posto non hanno saputo mettere neanche un tubo idoneo: che geni!!!!!
Dalla demolizione del ponte tra la via Migliavacca e via XXLuglio gli interventisti si contano a decine ma non è stata mai sostituita la condotta sottodimensionata con una idonea per la portata originaria naturale delle acque piovane in m3/sec. Il costo sarebbe meno di 1/4 dei 20 ML programmati oggi