STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Volevano un gruppo consiliare di Sud chiama Nord tutto loro, ma alla fine sono dovuti entrare in quello che già esisteva. È la vicenda dei consiglieri comunali Maria Magliarditi e Franco Coppolino, che dopo un passaggio di oltre un mese (hanno lasciato la lista CambiaMente) approdano ufficialmente all’opposizione nel gruppo “Sud chiama Nord-Una marcia in più” guidato da Pippo Crisafulli.
Tutto comincia il 28 agosto. Con una lettera firmata dalla presidente del partito, Laura Castelli, i due consiglieri vengono autorizzati formalmente a usare il simbolo di Sud chiama Nord e a costituire in Consiglio comunale un gruppo che faccia riferimento al partito. Per Castelli si tratta di «un importante momento di consolidamento della presenza istituzionale del partito».
Forti di quella autorizzazione, il 7 ottobre Magliarditi e Coppolino, fino ad allora nel gruppo Misto, inviano una Pec al presidente del Consiglio comunale, al segretario generale e, per conoscenza, al sindaco. Comunicano la loro adesione a Sud chiama Nord e la nascita, con effetto immediato, di un nuovo gruppo consiliare denominato proprio “Sud chiama Nord”, con Magliarditi capogruppo e Coppolino vice.
Il parere del segretario generale. Il presidente del Consiglio comunale, Angelo Maimone, non dà subito seguito alla richiesta. Chiede invece un parere al segretario generale, Andreina Mazzù, per sapere se il nuovo gruppo possa nascere e convivere con quello già esistente, “Sud chiama Nord-Una marcia in più”, e come vada designato il capogruppo. Nella richiesta Maimone sottolinea anche la necessità di garantire la piena legittimità degli atti e di tutelare i consiglieri, in particolare il capogruppo, da possibili contestazioni o responsabilità.
La risposta arriva il 15 ottobre ed è netta: due gruppi consiliari con lo stesso simbolo di partito non sono ammissibili. Il segretario generale fonda il diniego su due argomenti.
LE MOTIVAZIONI. Il primo riguarda il simbolo. Chi si presenta con il contrassegno di un partito, spiega il parere, non è un soggetto autonomo ma un’articolazione di quel partito. La rappresentanza politica, quindi, fa capo al partito nel suo insieme e non alle sue singole componenti territoriali o alle divisioni interne.
Il secondo riguarda il funzionamento del Consiglio. Il gruppo consiliare è la proiezione istituzionale del partito in Aula: la presenza di più gruppi con la stessa sigla e lo stesso simbolo sarebbe in contrasto con questa natura. Per questo, conclude Mazzù, non può essere consentita la coesistenza di gruppi distinti che usano lo stesso contrassegno.
Il segretario indica anche la strada da seguire. Il presidente del Consiglio può dichiarare inammissibili le richieste che portano a una duplicazione dei gruppi, invitando le parti a ricondurre l’iniziativa a un unico gruppo, i cui componenti sceglieranno insieme il capogruppo, come prevede il regolamento del Consiglio comunale.
Magliarditi e Coppolino si adeguano. Con una comunicazione del 22 ottobre indirizzata a Maimone formalizzano l’ingresso nel gruppo “Sud chiama Nord-Una marcia in più”.
Il gruppo allargato farà il suo debutto giovedì 29 ottobre alle 19, nella seduta urgente del Consiglio comunale dedicata ai conti del Comune: all’ordine del giorno due variazioni al bilancio di previsione 2026-2028 e il bilancio consolidato del 2025.
LO SAPEVI CHE. A Messina Sud chiama Nord ha presentato numerose liste. Ognuna di esse ha un capogruppo.

