Milazzo, inaugurato il nuovo Pronto Soccorso. Sarà operativo dal 16 novembre

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É stato inaugurato stamattina il nuovo Pronto Soccorso di Milazzo. Una struttura all’avanguardia di 1.500 mq per l’intero comprensorio. Sarà operativo dal 16 novembre. Poco prima è dato simbolicamente tagliato il nastro del nuovo reparto di Rianimazione / Terapia intensiva guidato dal dottore Giovanni Pagani.

All’inaugurazione hanno partecipato il sindaco di Milazzo Pippo Midili, l’europarlamentare Ruggero Razza, il deputato regionale Pino Galluzzo, il presidente della commissione salute dell’Ars Giuseppe Laccoto, autorità religiose, militari e politiche e la Direzione Strategica dell’Asp di Messina, La struttura moderna si estende su una superficie di circa 1.500 mq ed è stata concepita per ridisegnare i flussi dell’emergenza-urgenza in un bacino che registra circa 36.000 accessi all’anno. Non si tratta di un semplice ampliamento degli spazi, ma di una riprogettazione clinica volta a ottimizzare i tempi di attesa e a migliorare la sicurezza delle cure.
Tra le peculiarità strutturali e organizzative figura la gestione separata dei flussi, con una corsia veloce per i codici minori. La principale innovazione logistica riguarda l’area di triage, che prevede la presenza simultanea di due infermieri e una postazione medica dedicata prevalentemente ai codici bianchi e verdi.

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“Questa organizzazione – spiega il direttore del Pronto Soccorso – Salvatore Scarpaci – permetterà di trattare e dimettere rapidamente i pazienti a bassa priorità, evitando il congestionamento delle sale d’attesa. È previsto anche il potenziamento dell’alta intensità di cura: per i pazienti in imminente pericolo di vita (codici rossi), la struttura dispone di una sala rossa all’avanguardia, con quattro postazioni attrezzate per la rianimazione e la stabilizzazione simultanea. Il nuovo assetto amplia inoltre le aree di monitoraggio e degenza breve, aumentando la capacità ricettiva temporanea grazie a una sala OBI (Osservazione Breve Intensiva) con otto posti letto, un’area di astanteria con quattro posti letto e ulteriori 13 postazioni presidiate per il monitoraggio costante dei codici arancione e azzurro.


La nuova struttura si interfaccia direttamente con il nuovo reparto ospedaliero di Sub-Intensiva e UTIR del Presidio Ospedaliero, dotato di otto posti letto, garantendo un trasferimento immediato e protetto ai pazienti che necessitano di cure semintensive. Si è puntato anche sull’eccellenza e sull’umanizzazione delle cure con la nuova sala rosa. Uno degli elementi di maggiore valore sociale della struttura è infatti la realizzazione di un ambiente protetto, dedicato esclusivamente alle vittime di violenza di genere e abusi nell’ambito della rete Codice Rosa, per garantire accoglienza, privacy e supporto psicologico immediato. Un altro punto importante riguarda l’integrazione tra ospedale e territorio, con il potenziamento delle attività del servizio sociale ospedaliero interno al Pronto Soccorso, che garantisce una media di circa 200 dimissioni protette all’anno. Questo intervento permette il trasferimento tempestivo e sicuro dei pazienti fragili — anziani, oncologici e cronici — verso le strutture territoriali (RSA, ADI, lungodegenze e ODC), riducendo il tempo di permanenza impropria (boarding) nei letti del Pronto Soccorso”.

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La Direzione strategica dell’ASP di Messina, composta dal direttore generale Giuseppe Cuccì, dal direttore sanitario Giuseppe Ranieri Trimarchi e dal direttore amministrativo Giancarlo Niutta, sottolinea come “il nuovo Pronto Soccorso di Milazzo rappresenti un investimento importante per la qualità dell’assistenza nell’intero comprensorio. L’ampliamento degli spazi e la disponibilità di nuove dotazioni tecnologiche contribuiranno a rendere più efficace la valutazione dei pazienti e più tempestiva la risposta ai bisogni di cura. Al tempo stesso, la riorganizzazione dei percorsi è orientata all’umanizzazione dell’assistenza: un Pronto Soccorso deve essere non solo funzionale per chi vi lavora, ma anche più accogliente e comprensibile per le persone che vi accedono e per i loro familiari, spesso in momenti di particolare preoccupazione. L’obiettivo è integrare efficienza organizzativa e attenzione alla persona, affinché il miglioramento delle strutture si traduca in un’esperienza di cura più sicura, rispettosa e vicina alla comunità.”

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