Distretto florovivaistico, Carmelo Torre e Roberto Sauerbon bacchettano la Regione: «Scarso supporto»

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Numeri importanti alla My Plant & Flower di Milano dove la fanno da padroni la Toscana ed il Lazio. Poca Sicilia, presente con aziende importanti della provincia di Messina, ma che non reggono il confronto con i colossi del centro Italia. Eppure, i numeri della produzione della Sicilia sono considerevoli.

«Si paga il prezzo della frammentazione, l’incapacità (non cultura) di mettersi assieme, di non fare sistema, obiettivo a cui, come Distretto Produttivo, guardiamo con insistenza consapevoli delle difficoltà oggettive e ataviche», spiega il milazzese Carmelo Torre, presidente del Distretto florovivaistico siciliano.

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«Il settore floro-orto-vivaistico siciliano, nel suo complesso – aggiunge il direttore Roberto Sauerbon – é solo nel doversi confrontare con i grandi sistemi produttivi commerciali concorrenziali e rischia di continuare ad essere il “granaio” d’altri che attingono alle nostre produzioni sfruttando questa frammentazione che potrebbe condurre alla disgregazione delle realtà siciliane anche più grandi e che già faticano a mantenersi al passo».

Infatti, la stessa preziosità e unicità del prodotto siciliano (agrumi), complice anche il cambiamento climatico, viene proposto come prodotto “tipico” d’eccellenza dalle aziende toscane che possono contare su una logistica efficiente e supporto politico e da parte delle organizzazioni di categoria. Per non parlare dell’Olanda presente con padiglione nazionale e decine di aziende che, guarda caso, rivendono, “trasformati”, i prodotti siciliani/italiano.

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«Come Distretto – dicono all’unisono Torre e Sauerbon – ci stiamo sforzando di rompere questo muro, superare questi limiti cercando di fare sistema anche assieme ad altri organismi analoghi, di altri settori produttivi con l’obiettivo di fare gruppo, fare sistema per trovare soluzioni comuni e proporre il prodotto assieme al territorio, tentiamo, cioé, di fare filiera: termine usato ma troppo spesso ma che, ad oggi, da solo non garantisce veramente i nostri produttori. Ci dobbiamo sforzare di fare un cambio di passo e sposare lo spirito collaborativo e di cooperazione ma serve che la politica ci aiuti e ci ascolti. Non servono bandi spot, ma concertazione e confronto per definire i reali bisogni e risolverli».

Il Distretto Produttivo riconosciuto dalla Regione Siciliana ha chiesto di essere inserito al tavolo del partenariato regionale.

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«Siamo ancora in attesa, da mesi, di poter incontrare l’assessore regionale dell’agricoltura in rappresentanza del settore. I produttori rimangono fuori dai tavoli dove si discute anche dei produttori. Al My Plant & Flower ci si aspettava che la Regione Siciliana fosse stata presente e si facesse sentire a supporto del nostro settore», concludono.

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