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Il centrosinistra contesta l’approdo della Lega alla corte del sindaco Midili. Ma ancora non trova l’alternativa

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«Adesso sono caduti tutti gli alibi. Il Governo della Città di Milazzo è retto da una compagine di destra, conservatrice e reazionaria, espressione di interessi estranei alla comunità milazzese, conflittuali con le potenzialità di sviluppo economico del nostro territorio».

il Coordinamento del centrosinistra di Milazzo (M5S, PD, Europa Verde e Rifondazione Comunista), commenta così la recente adesione della Lega alle posizioni dell’amministrazione del Comune di Milazzo (LEGGI QUI). In un comunicato si parla della «devastante crisi che da oltre due anni ha colpito la nostra economia con un rosario di saracinesche abbassate “per cessazione di attività”, non trova risposta nelle iniziative comunali, frutto della politica miope degli appalti per opere inutili, quando non dannose».

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E’ anche certo, però, che mentre il coordinamento di centrosinistra raccoglie firme a tutela della sanità locale e snocciola blandi comunicati giornalieri in cui si limita a commentare i “fatti politici”, senza entrare e analizzare una macchina comunale fatta di appalti, delibere, nomine, utilizzo “strategico” di fondi di bilancio, il sindaco Pippo Midili lavora ad affrontare concretamente l’assalto al secondo mandato. Da mesi incastra tassello dopo tassello: rinnovato assetto della giunta, dimissioni strategiche in aula per recuperare i primi dei non eletti, coinvolgimento di nuovi partiti, tagli di nastri di opere pubbliche, nomine di sottogoverno per alzare il morale degli alleati (tra addetti ai lavori si fa il toto-nomine per un eventuale esperto della Lega).

FRATELLI D’ITALIA E IL DUO SINDONI/PELLEGRINO. Si favoleggia di due/tre liste civiche già abbozzate, oltre a quelle dei partiti che già mettono paletti: difficilmente nella lista di Fratelli d’Italia, ad esempio, si consentirà la riproposizione del “coppia d’oro” Mario Sindoni e Alessia Pellegrino, i coniugi che sono risultati i più votati delle scorse amministrative. La loro riproposizione creerebbe problemi nella composizione della lista.

ANCORA NESSUN NOME PER IL CENTROSINISTRA.  Il centrosinistra che si sofferma «sul grave disagio esistenziale di una moltitudine di famiglie sotto la soglia di povertà a cui l’amministrazione non ha mai tentato di porre argine, lasciando al completo abbandono i soggetti più fragili», davanti alla “concretezza” della politica diventa evanescente, ostaggio di personaggi che popolano da anni l’area politica dettando legge ma senza avere mai brillato alle urne. Al momento non esisterebbe nemmeno una rosa di nomi su cui ragionare per scegliere il front man da opporre al primo cittadino uscente. Però si assicura che il coordinamento «sta costruendo l’opposizione civica per offrire ai concittadini una occasione di impegno politico costruttivo, per consegnare agli elettori la possibilità di un’alternativa di giustizia sociale, di crescita economica, di riscatto culturale e politico per una comunità colonizzata con la complicità di pochi individui dediti a perseguire il loro profitto a scapito dell’interesse collettivo».

LO SAPEVI CHE….L’assessore Lydia Russo continua a mantenere il doppio ruolo di assessore/consigliere. Il primo dei non eletti della lista, Franco De Gaetano, si sarebbe detto non disponibile ad accettare la surroga per impegni familiari che lo potrebbero portare per molto tempo fuori sede. Dietro di lui l’ex assessore Simone Magistri politicamente ostile a questa amministrazione.

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