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“Un terrone a Milano“, la toccante storia di Natale del milazzese Giovanni Pino. Che commuove il web (100 mila like)

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VIDEO. STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Un milazzese, questo Natale, è diventato famoso in tutta Italia grazie a un video diventato virale sui social. Ma c’è dell’altro, molto altro, dietro la storia del 19enne Giovanni Pino. Studente di ingegneria al Politecnico di Milano, a metà dicembre aveva scelto di passare il periodo natalizio da solo, in Lombardia. Una scelta obbligata, visti i prezzi esorbitanti dei biglietti. Ma, grazie a una pagina Instagram tra le più seguite d’Italia, è riuscito a rivedere la sua famiglia e a entrare nel cuore di tanti italiani. “Un terrone a Milano”, pagina creata dal salernitano Stefano Maiolica, ogni anno organizza dei bus gratis per chi non può permettersi di tornare al Sud Italia per le vacanze di fine anno.

Quest’anno uno dei posti è andato a Giovanni ma in una maniera un po’ particolare, grazie alla zia Caterina Dragà che racconta a Milazzo 24: “Ho inviato la candidatura di mio nipote, spiegando come sua madre, cioè mia sorella, avrebbe passato il periodo natalizio un po’ in solitudine, visto che Giovanni ha perso il papà poco prima di andare a studiare a Milano e che l’altro figlio Nino sarebbe rimasto a Torino causa lavoro. Stefano, gentilissimo, ha deciso di premiare la storia di Giovanni e di regalargli un posto sul bus, chiedendoci però di mettere in piedi un piccolo scherzo“.

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Mamma Carmela e zia Caterina, quindi, hanno detto a Giovanni che poco prima di Natale sarebbe passato un corriere per consegnargli un pacco pieno di prodotti siciliani. Al posto del corriere si è presentato, invece, “Un terrone a Milano” che ha filmato la consegna del biglietto. Tantissima l’emozione di Giovanni che è scoppiato in lacrime, tra mille ringraziamenti: “Diciamo che gli amici si sono divertiti e si divertono a prendermi in giro, ovviamente in modo bonario, per come ho reagito” – spiega il giovane a Milazzo 24 – “Quando ho capito che avrei passato il Natale con mamma è stato bellissimo, avevo tanta voglia di rivederla, anche perché noi figli siamo tutti lontani e papà Vincenzo, purtroppo, non è più tra noi”.

Il video, solamente su Instagram, ha superato i 100mila like, raccogliendo una marea di commenti positivi: “Sono un tipo riservato e, infatti, ho preferito non inserire il mio contatto social sul post. Eppure decine e decine di sconosciuti mi hanno rintracciato e scritto in privato esprimendo tutta la loro gioia per l’accaduto. E’ stata una bella favola di Natale, non c’è che dire”.

Giovanni Pino con gli altri viaggiatori

Poi c’è stato il viaggio: “Un’odissea, è durato 26 ore. Ma è stato bellissimo. Perché quel posto sul bus era un regalo per ognuno dei passeggeri, si respirava davvero una bella aria natalizia. Eravamo tutti contentissimi di poter riabbracciare i nostri cari e tutti l’avevamo scoperto solamente qualche giorno prima. Senza contare le tante iniziative durante quelle ore: tra canti, giochi e chiacchiere il tempo è passato velocemente. Certo, il momento più bello è stato l’arrivo, quando ho visto i miei parenti a Messina. Mi mancavano tanto e ho approfittato di questo regalo inaspettato per passare davvero tanto tempo con mamma e con tutti loro”.

Giovanni, diplomatosi al Liceo Scientifico “Impallomeni”, è da un anno e mezzo a Milano: “Studio ingegneria energetica e spendo 700 euro al mese solo d’affitto. I sacrifici sono tanti, mamma mi dà un’enorme mano d’aiuto. La scelta milanese non è stata avventata, ho pensato al mio futuro: spero che, se tutto andrà bene, un giorno potrò tornare a Milazzo, magari per lavorare nella green economy. Nonostante papà ci avesse lasciato da poco e la mia famiglia non navighi nell’oro, un anno e mezzo fa ho deciso di studiare fuori. Spero, a tal proposito, che la mia storia possa aiutare anche altri a compiere questo grande passo: non abbiate paura di salutare, almeno momentaneamente, i vostri affetti più cari se questo può aiutare a costruirvi un futuro. Sarebbe bello poter restare nella propria terra a studiare ma è inutile girarci intorno: a volte bisogna andare via”.

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