STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Continua il braccio di ferro tra la Fondazione Barone Lucifero di San Nicolò e l’associazione Il Giglio, che da anni porta avanti a Milazzo il progetto educativo Gigliopoli. L’incontro fissato per il 28 ottobre, che doveva servire a rimettere in piedi il dialogo, non si terrà: l’associazione, che lancia allarmi tramite comunicati stampa, ha comunicato alla presidente Simona Milio che non potrà partecipare. Si tratterebbe della seconda occasione in cui un incontro già proposto o concordato dalla Fondazione non ha avuto seguito
La vicenda risale all’estate. Con una delibera del 12 agosto l’allora commissario straordinario della Fondazione, Francesco Mangano, aveva chiuso dal 1° settembre gli impegni economici previsti dalla convenzione del giugno 2025, spiegando che i 60 mila euro stanziati per il 2026 erano esauriti. Tra le parti è in corso anche un contenzioso davanti al Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, nato da un decreto ingiuntivo presentato dal Giglio per il saldo del 2025.
Il Centro Studi non riparte. Il primo effetto concreto è arrivato a metà ottobre. Con una nota del 15 ottobre, il presidente del Giglio Vincenzo Scaffidi ha comunicato alla Fondazione il mancato avvio del Centro Studi, che la convenzione indica, insieme alla colonia estiva, come uno dei pilastri dell’attività educativa. Secondo l’associazione, attivare il servizio è impossibile perché la Fondazione non ha erogato il contributo previsto.
Scaffidi parla di «un fatto gravoso ed estremamente doloroso», anche per il legame costruito con i bambini e con le famiglie, che nel Centro Studi avevano trovato un sostegno concreto e del tutto gratuito. L’associazione si dice pronta a riattivarlo appena ci saranno le condizioni.
Prima i soldi o prima il confronto? Nel frattempo la Fondazione, guidata dal nuovo consiglio di amministrazione presieduto da Simona Milio, aveva convocato l’associazione per il 28 ottobre. Il Giglio ha risposto di non poter partecipare per impegni presi in precedenza, dicendosi però dispiaciuto, visto che da tempo chiede un dialogo «franco e sereno». Dato che i problemi sono soprattutto economici, l’associazione ha chiesto alla Fondazione di indicare prima quante risorse sia disposta a destinare a Gigliopoli, così da poter presentare una proposta sostenibile e affrontare l’incontro su basi più solide.
Il Giglio ha espresso anche perplessità sulla manifestazione di interesse avviata dalla Fondazione, che riguarda l’uso di alcune aree oggi concesse in comodato all’associazione: a suo giudizio, le nuove attività potrebbero non essere compatibili con quelle già presenti.
La replica della Fondazione. La risposta della presidente Milio, datata 26 ottobre, è arrivata a stretto giro. Milio prende atto «con rammarico» dell’assenza, ricordando che la data del 28 era stata concordata anche con i legali delle due parti. Sottolinea che, dall’insediamento del nuovo consiglio, la Fondazione ha più volte proposto di incontrarsi e che «si tratta della seconda occasione in cui un incontro già proposto o concordato non ha avuto seguito».

Sulla richiesta di conoscere prima le cifre, la Fondazione dice no. Le risorse per Gigliopoli, spiega Milio, vanno decise sulla base delle attività programmate, degli impegni reciproci, dei conti della Fondazione e delle delibere degli organi competenti. Per questo, secondo la presidente, non è corretto né possibile anticipare una cifra separata dalla definizione complessiva dei rapporti. L’incontro, aggiunge, doveva servire proprio a discutere della sostenibilità economica, della revisione della convenzione e di una possibile soluzione bonaria della controversia.
Quanto alle aree in comodato, la Fondazione assicura di non voler ridimensionare le attività del Giglio, ma di voler affiancare iniziative complementari attraverso un percorso di co-progettazione, da concordare insieme.
Milio ha quindi invitato l’associazione a proporre al più presto alcune date alternative in cui possano essere presenti sia i rappresentanti delle due parti sia i rispettivi legali, «affinché il confronto possa svolgersi senza ulteriori rinvii».

