Per una generazione di italiani è stato il mito dei “robottoni” giapponesi. Oggi una sua miniatura, prodotta nel 1978, è diventata un simbolo dell’inquinamento: è stata ritrovata sulla spiaggia di Milazzo e adesso è esposta in una mostra dedicata ai rifiuti di plastica. Lo racconta il Corriere della Sera.
L’ipotesi più probabile è che il giocattolo sia stato perso da un bambino in vacanza e sia rimasto lì per decenni. Oppure che sia stato depositato sulla spiaggia dopo una mareggiata. Il punto, però, è proprio questo: dopo quasi cinquant’anni Goldrake era ancora lì, quasi intatto. La plastica non scompare, si degrada lentamente e nel frattempo rilascia microplastiche nel terreno e nel mare.
Il Goldrake milazzese fa parte di “Archeoplastica”, in mostra in queste settimane alla cascina dei Mulini Asciutti, nel Parco di Monza. Il progetto è nato da un’idea di Enzo Suma, guida naturalistica pugliese, che nel 2018 trovò su una spiaggia un flacone di spuma abbronzante degli anni Sessanta con il prezzo ancora in lire. Da lì l’intuizione: trasformare i rifiuti di plastica di altri tempi in “reperti archeologici”, per far riflettere sulle conseguenze a lungo termine dell’usa e getta. Dal 2021 Archeoplastica è diventato un progetto museale e divulgativo.
Accanto a Goldrake c’è un altro oggetto che racconta bene il fenomeno: il frammento di un cartello che regolava la pesca in Val di Non, in Trentino, ritrovato nel 2024 sulla spiaggia di Carovigno, nel Brindisino. Trascinato dal torrente Noce e poi dall’Adige fino all’Adriatico, ha percorso più di mille chilometri. È la dimostrazione che gran parte della plastica che finisce in mare arriva dai fiumi e dalle città dell’entroterra, non solo dalle coste.
Su scala mondiale le correnti accumulano questi rifiuti in vere e proprie isole di plastica. La più grande, nel Pacifico settentrionale tra la California e le Hawaii, misura almeno 1,6 milioni di chilometri quadrati, più di Spagna e Francia messe insieme.
Riciclare non basta, perché non tutta la plastica si può recuperare né riutilizzare. La soluzione più efficace è consumarne meno, a partire dall’usa e getta: borracce al posto delle bottigliette, saponi solidi al posto dei flaconi, materiali naturali al posto di quelli sintetici. Piccoli gesti che, moltiplicati per milioni di persone, fanno la differenza. Lo dimostra anche il piccolo Goldrake di Milazzo, arrivato fino a noi dopo quasi mezzo secolo. QUI L’ARTICOLO COMPLETO DEL CORRIERE DELLA SERA

