STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Il Comune di Milazzo ottiene 1,7 milioni di euro dalla ripartizione del Fondo per gli investimenti territoriali in Sicilia, previsto nella manovra approvata dall’Assemblea regionale siciliana il 22 ottobre. Non si hanno notizie degli 8 milioni di accise sui prodotti petroliferi destinati a Milazzo “promessi” da “Sud chiama Nord” in campagna elettorale.
Nella graduatoria generale Milazzo si colloca al sedicesimo posto ed è il primo Comune della provincia di Messina, dopo il capoluogo, per entità del finanziamento.
Le risorse destinate alla Città del Capo serviranno per interventi sulla viabilità cittadina, cioè strade, marciapiedi e piazze, attraverso progetti già predisposti dall’Amministrazione comunale. Avere i progetti pronti, spiega il Comune, permetterà di passare più rapidamente alle fasi successive, dagli appalti alla realizzazione delle opere.
A questa somma si aggiungono altri 150 mila euro, previsti dall’allegato B dello stesso fondo, per la manutenzione straordinaria del convento adiacente al Santuario di San Francesco di Paola.
Soddisfatto il sindaco Pippo Midili, che sottolinea il valore del risultato in una fase difficile per i bilanci degli enti locali, sempre più compressi dalla riduzione delle risorse e dalle difficoltà di riscossione. «Il finanziamento rappresenta un’opportunità per dare concretezza alla programmazione comunale», afferma, «consentendo di superare almeno in parte i limiti imposti dalle disponibilità ordinarie di bilancio».
La promessa delle accise. Nella stessa manovra, però, manca una misura di cui a Milazzo si era parlato molto durante la campagna elettorale per le amministrative. A marzo Sud chiama Nord, il movimento di Cateno De Luca che candidava a sindaco Laura Castelli, aveva depositato all’Ars un disegno di legge per destinare ai Comuni sede di raffinerie il 10% delle accise sui prodotti petroliferi incassate in Sicilia. Oltre a Milazzo, la norma riguardava San Filippo del Mela, Pace del Mela, Priolo, Augusta, Melilli, Siracusa e Gela. Per Milazzo i proponenti stimavano un’entrata tra gli 8 e i 10 milioni di euro l’anno.
Ad aprile il deputato regionale Matteo Sciotto aveva annunciato che il disegno di legge era stato incardinato in Commissione Bilancio, prevedendo che, senza intoppi, potesse diventare legge tra luglio e agosto.
Già allora Midili aveva espresso dubbi, sostenendo che la proposta non era nuova e che le accise sui prodotti petroliferi sono legate agli accordi tra Stato e Regione, rendendo difficile ottenere risultati in tempi brevi. Castelli aveva replicato che il disegno di legge non era mai stato presentato in quei termini e che «nulla è impossibile quando c’è volontà politica».
Nei resoconti della manovra di ottobre, una norma sulle accise non compare. L’unica misura legata alle raffinerie è un fondo di 4 milioni di euro per i Comuni delle aree ad elevato rischio di crisi ambientale, tra cui rientra anche il comprensorio del Mela. Si tratta però di una misura diversa, una tantum e da ripartire tra più Comuni, senza alcun legame con il gettito delle accise.
Resta ora da capire se il disegno di legge sia ancora fermo in commissione o se Sud chiama Nord intenda riproporlo nella legge di stabilità 2027, la vera finanziaria regionale, attesa all’Ars nelle prossime settimane. Milazzo 24 ha cercato di contattare i vertici di Sud chiama Nord ma senza ricevere risposta in quanto impegnati nella convention romana a cui hanno preso parte i vertici del Governo.


Lodevole impegno dell’Amministrazione Conunale