La Fondazione Lucifero di Capo Milazzo ha di nuovo un consiglio di amministrazione al completo. Con un decreto dell’assessorato regionale della Famiglia sono entrati a farne parte padre Carmelo Russo, parroco dell’Addolorata, in rappresentanza della Curia, e l’avvocato Antonio Astone, indicato dalla Corte d’Appello.
I due nuovi consiglieri si affiancano ai tre già in carica: la presidente Simona Milio, in rappresentanza del Provveditorato, Salvatore Gitto per il Comune di Milazzo e Francesco Mangano, ex commissario straordinario, per la Regione.
Le priorità: conti e Gigliopoli. Il nuovo consiglio dovrà affrontare subito la questione economica. Secondo quanto risulta a Milazzo24, i conti della Fondazione sono in rosso e servono interventi immediati. Il dossier più delicato resta però il rapporto con l’associazione Il Giglio, che da circa vent’anni porta avanti a Capo Milazzo il progetto Gigliopoli a favore di bambini e famiglie in difficoltà. Dal 1° settembre la Fondazione ha chiuso gli impegni economici previsti dalla convenzione, tra le parti è aperto un contenzioso in tribunale e nei giorni scorsi è saltato anche l’incontro fissato per il 28 ottobre. Intanto il Centro Studi, uno dei servizi dell’associazione, non è ripartito.
L’appello delle associazioni. Proprio il 28 ottobre otto associazioni cittadine avevano scritto all’assessora regionale alla Famiglia, Nunzia Albano, chiedendo il completamento immediato del Cda, fino a quel momento composto da tre soli membri. Le firmatarie sono AltalenaliberA, Ama Camminare con Sintonia, Città Invisibili, Associazione Sportivi Milazzesi, Civico 6, Italia Nostra, la Libera Università della Terza Età e Auser Sicilia.
Nella lettera le associazioni si dicono «molto preoccupate» per il futuro della Fondazione e temono che le vicende degli ultimi mesi, sia della gestione commissariale sia del nuovo consiglio, possano far perdere alla città il progetto Gigliopoli, che secondo loro realizza da sempre gli scopi dello statuto della Fondazione e tutela il patrimonio paesaggistico della Baronia. La sospensione del Centro Studi, scrivono, ha provocato una «alzata di scudi» tra le famiglie, e in città – si sostiene – c’è grande mobilitazione a sostegno dell’associazione.
Le firmatarie definivano inoltre «inspiegabile» il ritardo nella nomina degli altri due componenti, già indicati da tempo dagli enti di riferimento. Con il consiglio al completo, era l’auspicio, sarebbe stato possibile avviare un rapporto più costruttivo e attento alle esigenze di tutti.
Ora che i cinque componenti sono al loro posto, resta da vedere se il nuovo assetto riuscirà a riaprire il dialogo con Il Giglio (che si è sottratta già a due incontri chiarificatori, LEGGI QUI) e a rimettere in ordine i conti della Fondazione.

