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Cicatrice allo specchio: un brano contro la violenza di genere del duo milazzese Out Offline. «E’ dedicato a Giulia Cecchettin»

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«Il videoclip di Cicatrice allo specchio è dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin e a tutte le vittime di violenza». Le sorelle milazzesi Sonia e Zaira Lo Giudice, in arte le Out Offline, hanno lanciato il loro ultimo singolo ad un tema di stretta attualità: il femminicidio.  Pur essendo giovanissime, le due musiciste hanno partecipato negli anni a molti percorsi formativi con alcuni dei professionisti di maggior spicco del panorama italiano (Rossana Casale, Barbara Cola, Mogol, Beppe Vessicchio, Serena Brancale e tanti altri). Si sono esibite in diverse manifestazioni musicali e contest di rilevanza nazionale ed internazionale.

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 Il progetto che nasce nel 2019 con l’intento di mettere a frutto la vena creativa spaziando tra musica elettronica, jazz, pop, fusion e R’N’B, è quello di trasmettere messaggi significativi di rilevanza sociale. «Cicatrice allo Specchio, il nostro ultimo brano inedito, nasce con l’intento di spezzare la catena vittima-carnefice – spiegano – consapevoli che chi perpetua la violenza è stato spesso vittima di essa. Il sound che caratterizza il brano è delicato e nostalgico e vuole tradurre in maniera efficace il viaggio attraverso la dolorosa immobilità della vittima e la profonda contraddizione che alberga e pervade il carnefice, entrambe riflesso di una stessa cicatrice».

Il videoclip di Cicatrice allo specchio, dedicato alla memoria di Giulia Cecchettin (la ragazza sarebbe stata uccisa dal fidanzato, fatto di cronaca che ha avuto la ribalta nazionale sul finire del 2023) e a tutte le vittime di violenza, è stato strutturato in modo tale da porre sotto una stessa luce un insieme di esperienze personali da cui emerge la fragilità vista da varie prospettive. Nel frame iniziale del video, la ragazza vestita di bianco che danza rappresenta il senso di libertà, purezza e pace. È il simbolo della ribellione alle regole imposte da una società che spesso non tutela gli individui. Ha il compito di incarnare un soggetto che non deve essere costretto a rispettare né vincoli, né barriere, né padroni. «Le immagini – continuano – sono state volutamente tratte dal web, che costantemente testimonia la gravità del fenomeno. Vogliamo raccontare la diversa percezione che ogni individuo ha della violenza e le singole reazioni. Ciò che spinge il carnefice a commettere abusi non ha sesso, colore né religione, ma riguarda tutti».

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