Anche in una scuola tecnica, la poesia conta quanto i circuiti. È il messaggio che il provveditore agli studi Leon Zingales ha lasciato agli studenti e ai docenti dell’istituto Majorana di Milazzo, durante la sua visita nella scuola di via Tonnaroti. Per Zingales le competenze scientifiche e tecnologiche, a partire da quelle Stem, «non devono escludere la cultura umanistica»: letteratura e filosofia restano strumenti indispensabili per far crescere i ragazzi, compresi quelli che scelgono un indirizzo tecnico.

Ad accoglierlo c’era il preside Lorenzo Castrovinci, che ha colto l’occasione per mettere in vetrina i risultati più recenti dell’istituto. Il Majorana ha preso parte al Maker Faire Rome 2026, la manifestazione che riunisce le esperienze scolastiche più innovative del Paese, e ha visto premiare in Europa uno dei suoi docenti, Giuseppe Bucca, per il lavoro sull’educazione all’imprenditorialità.

Parole di apprezzamento sono arrivate anche dal provveditore, che ha riconosciuto la crescita della scuola. Zingales ha poi allargato lo sguardo a tutto il sistema scolastico, citando i passi avanti fatti contro l’abbandono scolastico nelle elementari e nelle medie, un risultato che secondo lui va consolidato con un lavoro di squadra tra scuole e istituzioni.

All’incontro hanno partecipato anche il sindaco Pippo Midili, i rappresentanti delle forze dell’ordine e diversi dirigenti scolastici della città: le presidi Stefania Scolaro e Francesca Currò e Alessandro Greco, alla guida del Terzo Istituto comprensivo.

