STAI LEGGENDO MILAZZO 24. Il Comune di Milazzo ha perso il finanziamento ministeriale di 7.720.962 euro destinato al recupero e alla rifunzionalizzazione dei Molini Lo Presti. A rivelarlo sono i consiglieri comunali di minoranza che hanno predisposto un documento in cui chiedono al presidente del consiglio comunale Angelo Maimone di convocare con urgenza una seduta straordinaria, perché l’amministrazione chiarisca come si sia arrivati alla revoca e quali conseguenze possa avere per le casse comunali.
Nel documento, la minoranza ricostruisce l’iter attraverso gli atti. Il finanziamento era stato concesso con un decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del 25 maggio 2021. La convenzione era però rimasta sospesa a causa della situazione ipotecaria che gravava sull’immobile, e ha ripreso efficacia solo con una nota ministeriale del 30 gennaio 2025. In quell’occasione il Ministero aveva fissato al 31 dicembre 2026 il termine per concludere l’intervento, chiedendo un cronoprogramma aggiornato.
Per realizzare l’opera il Comune aveva scelto di coinvolgere un operatore privato. Il 17 settembre 2025 è stata selezionata la proposta del raggruppamento che fa capo all’operatore Formica. L’incarico esterno per la verifica del progetto è stato affidato però solo il 12 marzo 2026, a distanza di diversi mesi, come sottolinea la minoranza.
Il 10 luglio 2026 il responsabile unico del progetto ha chiesto al Ministero di prorogare il termine fino a settembre 2028. Il 13 agosto il Ministero ha risposto avviando il procedimento di revoca del finanziamento. Il Comune ha presentato le proprie osservazioni, insistendo per ottenere la proroga, ma il 18 settembre ha comunicato al raggruppamento promotore la chiusura del rapporto, proprio in seguito alla perdita del finanziamento. La decisione è stata poi richiamata in una determinazione dirigenziale del 6 ottobre.
Per l’opposizione la perdita di risorse così importanti priva la città di un intervento strategico, che avrebbe avuto un valore di rigenerazione urbana e di sviluppo economico e turistico. I consiglieri vogliono capire se, dopo la riattivazione della convenzione nel gennaio 2025, l’amministrazione abbia fatto tutto il necessario per rispettare le scadenze.
In aula, chiedono che il sindaco, gli assessori competenti e i dirigenti spieghino le ragioni della revoca e cosa abbia fatto il Comune per evitarla, i tempi delle procedure di progettazione e le criticità emerse. Vogliono chiarimenti anche sulla regolarità della selezione del promotore e sui requisiti della centrale unica di committenza.
La minoranza teme inoltre ulteriori conseguenze economiche. La chiusura del rapporto con il raggruppamento promotore, osserva, potrebbe esporre il Comune a richieste di risarcimento o contenziosi. Per questo chiede di verificare eventuali responsabilità amministrative o contabili e di sapere come l’amministrazione intenda tutelare il patrimonio comunale e se sia possibile recuperare le risorse per realizzare l’opera.
I consiglieri chiedono infine di ricevere prima della seduta tutta la documentazione: la convenzione, la corrispondenza con il Ministero, la richiesta di proroga, gli atti della revoca e quelli sulla selezione del promotore.


Il superamento delle soglie europee:Un importo sup. a 7 mil di euro supera ampiamente la soglia di rilevanza comunitaria stabilita per gli appalti pubblici di lavori (5.538.000 euro).Per cifre di questa entità,la legge impone l’obbligo di procedere tramite gara pubblica con trasparenza e concorrenza
Il limite econ. dell’affid.to diretto:Sec.la normativa vigente, la soglia max consentita per ricorrere all’affid.to diretto per l’esec.ne di lav. pubb. è stabilita a 150.000 euro. Quals. imp. sup. richiede forme di selezione competitive (come la procedura negoziata o la procedura aperta/gara europea
Google: No,un comune non può in alcun modo affidare direttamente un appalto di costruzione di oltre 7.000.000 di euro.
I vincoli normativi previsti dal Codice dei Contratti Pubblici italiano (D.Lgs.36/2023) lo vietano categoricamente per due motivi principali:
Io non sono un esperto di diritto amministrativo,ma per quel poco che ho studiato ho voluto interrogare google,perchè semplicemente quì si tratta di milioni di euro,ed ovviamente non conosco le peculiarità della scelta del’operatore privato